Più Casinò e meno tasse: il Comune fa il suo gioco

Casinò Notizia singolare quella che leggiamo sulle pagine del Sole 24 Ore di oggi: Venezia rimane uno dei pochi comuni in Italia a non aver applicato l'aumento su Irpef e Ici grazie alla presenza del Casinò.
Ebbene si, secondo un sondaggio degli scorsi giorni sono davvero sporadici i casi di ritocchi in positivo su addizionali comunali e imposte sulla casa, tra cui spiccano Milano e Venezia, per l'appunto. Il segreto dei due capoluoghi sembrerebbe nascondersi nelle risorse complementari e politiche di controllo che arricchiscono le casse municipali con extragettiti compensativi.

Se Milano sembra decisa a non ricorrere alla leva fiscale grazie ad una meticolosa politica di recupero credito che ha riportato in pari il bilancio comunale (rimane a zero l'addizionale Irpef nel capoluogo lombardo mentre scende al 4,7 per mille l'aliquota sull'Ici), in Laguna il gioco d'azzardo sembra supplire perfettamente ai rincari su Irpef e Ici (la cui aliquota viene mantenuta al momento al minimo del 4 per mille) garantendo entrate per 107 milioni. Grazie alla casa da gioco con un fatturato in crescita rispetto agli anni scorsi il comune sembra potersi permettere il lusso di non aumentare le tasse. Unici ritocchi riguardano infatti la tassa sulla spazzatura e l'occupazione del suolo pubblico ma solo per la filiera turistica.

Da diversi anni ormai le entrate del Casinò sono destinate al pagamento di moltissimi servizi destinati ai cittadini del comune (catalogati nelle spese correnti) consentendo una pressione fiscale più leggera. In percentuale, circa il 37% delle spese viene coperto con le entrate del casinò. Ricordiamo che in Italia, sebbene il gioco d'azzardo sia vietato dal codice penale, le case da gioco sono quattro, tutte dislocate nel nord del Paese: Sanremo, Campione d'Italia, Venezia, Saint Vincent. L'escamotage cui ricorre il Ministero dell'Interno riguarda la facoltà normativa dei rispettivi Comuni "ad adottare tutti i provvedimenti necessari per poter addivenire all'assestamento dei loro bilanci ed all'esecuzione delle opere pubbliche indilazionabili".

Forte del lassismo legislativo e di un aumento negli incassi di 28 milioni il Casinò di Venezia inaugurerà entro l'estate altre 5 sedi a Cortina d`Ampezzo, Viadana, Casalecchio di Reno, Ponte di Brenta e Venezia città (notizia Anit). Cinque nuovi mini-casinò, dove si potrà giocare solo alle slot-machine, realizzabili in seguito al bando di gara indetto dai Monopoli di Stato per l'apertura di nuovi punti vendita di giochi e scommesse. Nel 2006, le "macchinette" hanno portato in cassa circa 116,5 milioni di euro contro i 103 del 2005, con una quota di mercato del 39 per cento. Complessivamente gli incassi del Casinò sono stati 214 milioni di euro.

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