Prelievo forzoso sui conti correnti in Germania

Dal 2015 in poi per salvare banche nazionali a rischio default sarà imposto un prelievo coercitivo sui depositi superiori a 100mila euro. Modello che farà scuola in Europa?

Il prelievo forzoso fa capolino in Germania, con i conti correnti dei tedeschi più abbienti che saranno chiamati al sacrificio per salvare le banche del Paese che versano in difficoltà finanziarie.

Se sia giusto o meno far pagare ai cittadini i salvataggi delle banche è un discorso che il parlamento di Berlino non sembra aver tenuto troppo in considerazione visto che ha dato il suo ok all’iniziativa proposta dal Fondo monetario internazionale, contro cui si erano invece scagliati sia la commissione europea che la Bce.

Certo, mettere le mani in tasca ai cittadini più facoltosi, attraverso il prelievo sui loro conti, sarà meglio che appesantire il carico fiscale che grava su imprese e collettività, ma di sicuro tra i diretti interessati non tutti la penseranno così. Il precedente nell'Ue è dato dal governo di Cipro che, sull'orlo del default, l'anno scorso dovette imporre il prelievo forzoso sui conti correnti.

Ieri a Berlino è stato approvato un disegno di legge, nell'ambito del progetto di unione bancaria europea, che prevede dal 2015 l’applicazione di un prelievo unificato fisso sui depositi bancari superiori a 100mila euro, onde evitare default di banche nazionali che avrebbero ripercussioni su tutto il settore finanziario e sull'economia reale.

Quindi i correntisti tedeschi dovranno pagare le spese delle dissennate gestioni degli istituti di credito. Il governo Merkel, voce forte del Vecchio continente, si è sempre opposto all'uso dei fondi europei per il salvataggio del sistema finanziario dei Paesi cosiddetti periferici dell'eurozona (Cipro, Grecia, Spagna e Portogallo) ma in casa gioca d'anticipo e corre ai ripari, contando sui depositi dei correntisti benestanti.

Una specie di modello di autogestione delle crisi finanziarie che potrebbe fare scuola, estendendosi a tutta Europa.

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