Borse mondiali in affanno per le tensioni geopolitiche

Chiusura di settimana all'insegna delle preoccupazioni sui mercati dopo l'abbattimento del boeing malese in Ucraina e l'escalation militare a Gaza. Crescono il prezzo dell'oro e del petrolio.

Le tensioni sul fronte geopolitico internazionale preoccupano i mercati finanziari mondiali. In Europa, le principali borse valori segnano tutte il passo: Piazza Affari poco dopo l'avvio cede lo 0,37%, Londra lo 0,56%, Parigi lo 0,36% e Francoforte lo 0,74%.

A pesare oltre all'escalation militare nella Striscia di Gaza, con l'esercito israeliano che nelle ultime ore ha dato il via anche all'operazione di terra, l'abbattimento ieri del boeing malese in Ucraina. L'esplosione in volo dell'aereo di linea secondo l'agenzia russa Interfax sarebbe stata causata da un missile terra aria, i ribelli filorussi e Kiev si rimpallano la responsabilità. 298 le persone decedute (154 gli olandesi) tra cui un italo-olandese e suo figlio.

Il volo era partito da Amsterdam per arrivare a Kuala Lumpur. L'areo della Malaysia Airlines sarebbe stato abbattuto per errore. La borsa di Mosca dopo la tragedia capitata in territorio ucraino perde più dell'1% a 1.421,6 punti.

Le preoccupazioni per la tensioni internazionali investono anche i mercati asiatici, deboli a dir poco. La borsa di Tokyo ha chiuso la seduta di venerdì in calo dell'1,01%. A Wall Street ieri il Nasdaq ha ceduto l'1,41% e il Dow Jones lo 0,94%.

In un quadro di precarietà e incertezza, come sempre, tornano in auge i beni rifugio: le quotazioni dell'oro salgono a 1.312 dollari l'oncia. Verso su anche i i prezzi del petrolio con il barile del greggio americano a 102,71 dollari e il Brent a 108,27 dollari. Sui mercati valutari l'euro si indebolisce sul dollaro, con la moneta unica scambiata a 1,3524 dollari.

titoli di stato italiani 2014

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