Confesercenti: in 6 mesi 20.000 imprese in meno

Stentano le nuove attività ad aprire. Il dato è peggiore dell'anno nero 2013


È giornata di dati negativi sull'economia italiana: dopo i dati di Confindustria e quelli Istat, per nulla incoraggianti, arrivano anche i numeri di Confesercenti a tracciare un quadro da brividi.

Nei primi 6 mesi del 2014 si registrano 20 mila attività in meno, soprattutto a causa della flessione delle nuove aperture. L'osservatorio di Confesercenti sottolinea che i dati sono peggiori rispetto al 2013, che pure era stato considerato un "anno nero". I settori più colpiti sono i ristoranti con un calo di 2.484, i negozi di abbigliamento -3.305, quelli di sigarette elettroniche - 592 e di ricezione turistica -579.

Il dato Istat molto negativo sulle vendite al dettaglio di maggio, che segue a quello non meno preoccupante sulla flessione degli ordini della produzione di qualche giorno fa, segnala con evidenza che la stagnazione dell'economia prosegue. Di questo passo l'eventualità di una crescita zero rischia di rafforzarsi pericolosamente

è la conclusione di Confesercenti. Nel primo semestre dell'anno hanno aperto 34.341 nuove imprese, 9.532 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In media, nei primi sei mesi del 2014 ci sono state 302 chiusure al giorno, a fronte di 109 aperture.

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