Il bonus Irpef sulle ristrutturazioni strizza l'occhio all'ambiente

Bonus Irpef al 55% Continua a piacere, nonostante il suo ridimensionamento dal 41 al 36% il bonus sulle ristrutturazioni che premia gli interventi di ammodernamento, riqualificazione e risparmio energetico degli stabili fino ad un massimo di 48 mila Euro. Lo sgravio Irpef aggrada tanto i cittadini quanto pesa sul bilancio pubblico .. le casse dell'erario hanno infatti sborsato negli ultimi anni 1.461 milioni annui per circa 3,7 milioni di beneficiari, con una crescita percentuale di 73 punti tra l'anno di inaugurazione dell'incentivo (1998) e il 2003. La detrazione su opere di carattere edilizio o impiantistico è resa più che appetibile anche grazie alla diminuzione dell'accisa sul valore aggiunto (Iva) dal 20 al 10%.

Applicabilità dello sconto del 36%

Riguarda gran parte degli interventi di manutenzione e ammodernamento degli stabili ad esclusione degli interventi domestici ordinari per singolo appartamento. Il bonus scatta senza ombra di dubbio per tutte le opere di:


  • Demolizione e fedele ricostruzione

  • Tecnologia per la sicurezza in casa: si intendono tutte le spese di acquisto e installazione di impianti di videosorveglianza, allarme e dispositivi di rilevazione ad esclusione delle spese contrattuali con i servizi di vigilanza. Vengono inoltre ricomprese in questa categoria le spese per la prevenzione degli infortuni domestici, tra cui la manutenzione delle reti gas ed elettriche.

  • Digitale terrestre e satellitare per lo stabile: sono oggetto di agevolazione fiscale tutte le spese di adeguamento alla televisione satellitare o al digitale terrestre compresa la cablatura dell'edificio.

  • Subentro per vendita ed eredità: nel caso in cui il venditore abbia sostenuto parte delle spese di ristrutturazione spetterà solamente all'acquirente beneficiare del diritto di detrazione mentre nel caso di decesso lo sconto fiscale si applicherà a pieno diritto agli eredi.

Se dunque la detrazione al 36% riguarda eminentemente le spese sostenute dai condomini per la messa in sicurezza, il risparmio energetico, la sicurezza anti-ladro, la prevenzione degli incidenti domestiche l'eliminazione di barriere architettoniche, non si esclude un agevolazione anche su spese collaterali alla realizzazione, ad esempio, di un ascensore, il quale prevede spese per l'impianto elettrico e, se previste, spese per l'abbattimento di barriere verso portatori di handicap già rientranti nelle voci di spesa agevolate.

Per quanto concerne le spese di messa in sicurezza e di impianti per disabili sono ammesse oltre alle spese straordinarie una serie di opere ordinarie, con determinate limitazioni, tra cui:


    Doppi vetri: l'installazione di doppi vetri a titolo di riduzione dell'inquinamento acustico o risparmio energetico (per zone climatiche D, E, F);

    Impianti elettrici: la messa a norma degli impianti comprensivi dei costi di prestazione professionale;

    Riscaldamento: la sostituzione di caloriferi, caldaie individuali (purchè comportino un risparmio energetico almeno del 20%), scaldabagni, cucine, cappe di aspirazione, impianti di ventilazione, materiale elettrico a basso consumo energetico;

    Coibentazione: coibentazione delle pareti purché portino ad un contenimento del fabbisogno energetico del 10%;

    TV digitale: installazione di reti di cablaggio se finalizzate alla riqualificazione e non mera sostituzione dell'impianto di ricezione;

    Portatori di handicap: opere di abbattimento di barriere architettoniche tra cui la sostituzione di sanitari da bagno, eliminazione di gradini, ampliamento di porte e realizzazione di servoscala, realizzazione di ascensori;

    adozione di dispositivi elettronici per l'eliminazione delle disparità fisiche (telecomandi per l'apertura di porte e finestre;

    Anziani: collegamento degli anziani a servizi di teleassistenza;

    Sistemi di sicurezza: opere di prevenzione di aggressioni

    Incidenti domestici: opere a prevenzione di incidenti domestici.

Detrazione del 55%

A tutto questo contribuisce la nuova ventata di liberalizzazioni Bersani che prevede un innalzamento del bonus al 55% per investimenti in energia rinnovabile e risparmio energetico. E' stato infatti affiancato al vecchio incentivo del secolo scorso un bonus del 55% per investimenti eco-sostenibili volti alla:


  • riqualificazione energetica degli edifici;

  • installazione di coperture, pavimenti e infissi e di pannelli solari per la produzione di acqua calda;

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione e di adeguamento della rete di distribuzione (v. articolo del 4 ottobre 2006).

  • installazione di pannelli solari (v. nuovo conto energia)

Bersani punta poi a potenziare il meccanismo dei certificati verdi e bianchi, meccanismi gestiti dall'Autorità dell'Energia. Il certificato verde è la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili che produttori e importatori hanno l'obbligo di immettere ogni anno. Dal 2002 tale quota è pari al 2% dell'energia elettrica prodotta o importata da fonte non rinnovabile nell'anno precedente, e dal 2004 doveva essere aumentata dello 0,35% l'anno. E' probabile che questo coefficiente diventi più alto.

Il "certificato bianco" invece è l'attestazione di un risparmio energetico fatta da parte del distributore di energia sulla propria rete, ma anche in collaborazione con imprese, apposite agenzie, associazioni, amministrazioni pubbliche che si avvantaggiano della riduzione dei consumi. Uno strumento che dal 2005 ha ridotto i consumi pari a quelli di una città di quasi 700 mila abitanti e ha evitato emissioni di oltre 1.360.000 tonnellate di anidride carbonica. L'autorità ha già stanziato 62 milioni di euro per "premiare" chi risparmierà nel 2007 (da La Repubblica).

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