Lavoro, Cgia: ragionieri e imprenditori tra i più colpiti dalla crisi

Tra i meno colpiti dalla crisi ci sono estetisti, parrucchieri, colf e badanti.

In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo da qualche anno a questa parte, il lavoro scarseggia più o meno in tutti i settori, anche se ci sono categorie che sembrano vivere la crisi soltanto da lontano.

E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto della Cgia di Mestre, che ha stilato una vera e propria graduatoria dei lavori in salita e in discesa dal 2008 al 2013, una fotografia dei lavori in crisi e di quelli che invece resistono in un momento delicato come questo.

La professione ad avere subito il colpo più duro è quella dei ragionieri, diminuiti di oltre 441 mila unità, vale a dire del 40%, negli ultimi cinque anni. Seguono gli imprenditori e gli amministratori delle piccole imprese, in calo del 38,4%, e i manovali: muratori, carpentieri e ponteggiatori sono calati del 24,7% al pari degli artigiani e operai specializzati del legno, del tessile e dell'abbigliamento.

Chi non sembra conoscere crisi, o almeno non quanto le categorie appena citate, sono estetisti, parrucchieri, colf e badanti, aumentati del 71,7% nel corso degli ultimi 5 anni.

Molto bene anche per i camerieri, aumentati di oltre 251 mila unità, così come i magazzinieri e i pony express, in crescita del 43,2%. Percentuali più basse, ma comunque in aumento, anche per cuochi, baristi e ristoratori e, più in generale, tutte le attività legate alla guardiania e ai vigilanti non armati.

Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, ha così commentato i dati pubblicati oggi:

Gli acconciatori e le estetiste stanno conoscendo una profonda evoluzione professionale, dovuta, in particolare, alla scoperta di nuovi ambiti lavorativi racchiusi tra i campi dell'estetica e dell'immagine e quelli della salute. Negli ultimi tempi si è fatto strada un nuovo concetto del benessere, inteso come cura dello stato psico-fisico della persona. Grazie a ciò si è avuta una forte espansione del settore con delle ricadute occupazionali, soprattutto tra i giovani, del tutto inaspettate . Per i lavori domestici, invece, è importante sottolineare come in questi ultimi anni di crisi le italiane siano ritornate a fare le colf e le badanti. Nonostante il peso della componente straniera sfiori ancora l'80% del totale degli occupati in questo settore, tra il 2012 e il 2013 la presenza delle italiane e' aumentata di quasi il 5%, mentre gli stranieri sono diminuiti dell’8%.

Vi ritrovate in queste statistiche?

Costruzioni in crisi

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