Istat, fiducia delle imprese ai massimi dal 2011

La fiducia è però in calo nel settore manifatturiero.

La fiducia delle imprese manifatturiere a sorpresa è nuovamente in calo nel mese di luglio, passando a 99,7 da 99,9 di giugno, rivisto da 100. Il dato è stato reso noto oggi dall'Istat ed è in linea con la mediana delle stime raccolte da Reuters tra gli analisti.

A migliorare sono comunque le attese di produzione (da 6 a 8 il saldo) ma peggiorano i giudizi sugli ordini (da -21 a -23) e il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino resta stabile, a zero.

L'indice composito del clima di fiducia delle imprese - manifattura, servizi, commercio e costruzioni - cresce invece a luglio 2014 fino a 90,9. Si tratta del valore più alto registrato da agosto del 2011, dall'88,2 dello scorso mese di giugno, già rivisto da 88,4.

Il segnale è sicuramente positivo in ottica ripresa ma non dimentichiamo che il manifatturiero, lo scheletro della nostra economia, indietreggia anche se l'indice complessivo cresce.

Grazie a questo sentiment gli operatori possono decidere se aumentare la produzione di beni e servizi, mettendo in moto il circolo delle opportunità di lavoro.

L'Api - Associazione Piccole imprese - di Torino dopo la diffusione dei dati Istat però commenta:

"Il 17% delle imprese ha ordini solo per 15 giorni, sono previsti investimenti in calo e l'aumento della cassa integrazione, mentre crescono i ritardi di pagamento".

Nel dettaglio, tra i raggruppamenti di imprese manifatturiere aumenta l'indice per i beni di consumo e peggiora quello per i beni intermedi e strumentali.

Fiducia imprese

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