Argentina in default. Ma è giallo

Secondo default in 13 anni per l'economia argentina, nessun accordo con gli hedge fund. Il governo argentino nega

Ha rappresentato per anni il miracolo del riscatto latinoamericano, addirittura un cavallo di battaglia dei molti che amano ricordare quell'assegno versato con sprezzo alla Banca Mondiale di New YOrk da Christina Fernandez de Kirchner, ma ora l'Argentina è nuovamente in bancarotta.

Per la seconda volta in 13 anni l'Argentina è entrata in default dopo il mancato accordo nelle ultime ore con i fondi speculativi statunitensi; Daniel Pollack, il mediatore incaricato di facilitare l'intesa fra gli hedge fund made in US e Buenos Aires, si è prodigato in numerose proposte definite "soluzioni creative" da Elliot Management (l’hedge fund che insieme ad altri fondi ha fatto causa all’Argentina), soluzioni alle quali il governo dell'Argentina avrebbe posto il suo fermo rifiuto.

L'agenzia di rating Standard & Poor's aveva già emesso un giudizio di "selective dafault" per l'Argentina, che il 30 giugno scorso non aveva pagato gli interessi sui bond statali. Ma c'è spazio anche per un piccolo giallo: Axel Kicillof, ministro dell'economia argentina, afferma che lo stato ha pagato i fondi in scadenza ma i pagamenti sarebbero stati bloccati.

Secondo Kicillof "non è successo niente": gli hedge fund americani starebbero svolgendo, è la tesi ufficiale del governo di Buenos Aires, un'attività illegale sulle banche argentine, respingendo tra l'altro la proposta avanzata dall'Argentina:

"La vita va avanti anche senza un accordo sul debito [...] non possiamo firmare accordi sotto estorsione. La situazione è senza precedenti, nessuno sa come definire il default dell'Argentina. E questo perchè il default è quando non si paga, mentre Buenos Aires ha pagato."

ha dichiarato ieri il ministro dell'Economia in conferenza stampa, riferendosi ai fondi depositati presso le banche per il pagamento degli interessi si titolari di bond che hanno aderito al concambio. Di tutt'altra posizione il mediatore americano Daniel Pollak:

"Il deafult non è una mera condizione tecnica, è un evento reale e doloroso che avrà un impatto sulla gente normale: i cittadini argentini, i titolari di bond che hanno aderito al concambio (che non riceveranno il pagamento degli interessi) e gli hedge fund (che non riceveranno il pagamento che la Corte aveva garantito). Le conseguenze del default non sono prevedibili, ma di certo non sono positive."

Il default, quantificato a spanne in 29 miliardi di dollari.

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