Pensioni scuola: cancellata quota 96 ma Renzi promette intervento

Il ministro Madia prova a nascondersi dietro a un dito: niente marcia indietro su quota 96.

Il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia si arrampica un po' sui muri e prova a spiegare che la cancellazione di quota 96 dal decreto di riforma a sua firma - che avrebbe fatto andare in pensione 4mila insegnanti - non è una marcia indietro del governo.

Di sicuro è un altro annuncio smentito dai fatti, in questo caso dalla ragioneria generale dello Stato che ha stoppato il provvedimento: non ci sono le coperture. L'emendamento che sbloccava 4mila pensionamenti nella scuola era stato inserito nel passaggio del decreto alla Camera, quindi frutto della "normalissima dialettica parlamentare, democratica", spiega Madia, solo che poi sul provvedimento si sono abbattuti "i rilievi dei tecnici del Mef" con un esecutivo che ogni volta sembra cadere dalle nuvole. E allora dietrofront.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi incassa la sconfitta e promette con un altro dei suoi mirabolanti annunci che per la fine di agosto si occuperà direttamente della questione, con un intervento più ampio.

Le coperture al provvedimento che avrebbe consentito di lasciare il lavoro a 4.000 insegnanti che hanno raggiunto "quota 96", oltre che dalla ragioneria dello Stato erano state giudicate insufficienti anche dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli che aveva bollato come "una tendenza preoccupante" finanziare le nuove spese con risparmi non ancora messi nero su bianco e approvati.

Renzi dopo la bocciatura dei tecnici ha detto che quota 96 "non c'entrava nulla con la ratio e l'idea della norma" e che a fine mese ci sarà un provvedimento che riguarderà "una platea ben più ampia del perimetro dei 4.000 di quota 96".

Con quali coperture se già per quei 4mila non c'erano i soldi? Questo Renzi non lo spiega. Intanto domani la stima preliminare dell'Istat sul Pil nel secondo trimestre dell'anno dopo il -0,1% del primo, dovrebbe attestarsi al si sotto delle ottimistiche previsioni dell'esecutivo, e dello stesso premier che addirittura ha pronosticato un aumento del pil fino all'1% per l'Italia nel 2014, in base a quali dati e riscontri macroeconomici non è dato sapere.

PA  renzi

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