Pil italiano a -0,2: è recessione

I dati Istat sono peggiori del previsto.

I dati Istat confermano il sospetto che aleggiava negli scorsi giorni: l'Italia è in recessione, di nuovo. Nel secondo trimestre del 2014 il dato è tornato a calare dello 0,2% rispetto al primo trimestre, quando la contrazione segnata era stata dello 0,1%. In tutto il 2014, per il momento, l'economia si è quindi contratta dello 0,3%. Non servono quindi, sembrerebbe, gli 80 euro di bonus del governo Renzi. O quanto meno non hanno inciso sulla ripresa dei consumi.

"Il calo congiunturale - spiega l'Istat - è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda il contributo alla variazione congiunturale del Pil della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo mentre quello della componente estera netta è negativo".

L'ultimo dato positivo risale quindi al quarto trimestre del 2013, quando era stata interrotta una striscia negativa che durava da oltre due anni, ma che a questo punto è da considerarsi solo un segnale isolato. Il livello del Pil nel secondo trimestre del 2014 è risultato il più basso dal secondo trimestre del 2000, ovvero da 14 anni. Ed è anche peggiore delle previsione che erano state fatte dagli analisti, che puntavano su una forchetta che stava il -0,1 e il +0,1. Lo stesso Istat fino a fine giugno sperava che il dato potesse addirittura essere positivo.

Torna invece a salire la produzione industriale in giugno, in rialzo dello 0,9% rispetto a maggio. È l'aumento mensile più importante da gennaio ed è un dato positivo anche su base annua, visto che la crescita è dello 0,4%.

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