Alitalia, fatto l'accordo si attendono gli esuberi. Colaninno: "Ci guadagna l'Italia"

Del Torchio lascia, da metà settembre si attiva la mobilità per gli esuberi Alitalia. Lupi: "Tutti reintegrati"

Fascicolo Alitalia rimandato a settembre.

E' quanto trapela da Fiumicino, dove il nodo da sciogliere ora (dopo l'accordo tra gli arabi di Ethiad ed il board Alitalia per l'acquisizione della compagnia italiana) riguarda gli esuberi, quel migliaio e più di personale che Ethiad ha deciso di ricollocare, licenziare, pensionare.

Con l’accordo siglato venerdì dall’Ad di Alitalia e dal Ceo di Etihad, la compagnia degli Emirati Arabi s’impegna a versare 560 milioni di euro per rivelare il 49% dell’ex compagnia di bandiera e a garantire altri 600 milioni circa di investimenti futuri per cambiare radicalmente il volto di Alitalia: secondo quanto dichiarato dal Ceo James HOgan il processo sarà completato da un ulteriore apporto di capitale, pari a 300 milioni di euro, da parte degli attuali azionisti principali di Alitalia: Intesa San Paolo (88 mln di euro), Poste Italiane (75 mln di euro), Unicredit (63,5 mln di euro), Atlantia (51 mln di euro), Immsi (10 mln di euro), Pirelli (10 milioni di euro) e Gavio (2,5 mln di euro).

Le banche azioniste supporteranno ulteriormente l'operazione con 598 milioni di euro (la cifra è il massimo che verrà concesso) sotto forma di ristrutturazione del debito a breve e medio termine.

Ha spiegato James Hogan nel corso della conferenza stampa di venerdì:

"Abbiamo un piano per il rilancio del brand già nei primi tre mesi del prossimo anno [...] L'investimento di Etihad in Alitalia è di 1.758 miliardi di euro. In 5 anni saranno aggiunte 10 nuove rotte di lungo raggio. vogliamo continuare il nostro rapporto con le compagnie che formano l'alleanza Skyteam"

Relativamente al capitolo esuberi, per Alitalia è tutto rimandato a settembre; se il conto alla rovescia è in realtà già scattato venerdì, quello degli esuberi resta uno dei passaggi più dolorosi della ristrutturazione della compagnia voluta da Etihad: la gestione dei 2.171 esuberi (per 1.590 addetti di terra, 126 piloti e 420 assistenti di volo, a cui si aggiungono i 35 dipendenti di terra di AirOne); i lavoratori che vorranno uscire dall’azienda, a fronte di un incentivo di 10.000 euro lordi dovranno farlo sapere entro il 10 settembre prossimo e solo allora si faranno i conti con il destino di chi cercherà di restare in Alitalia.

Il piano vero e proprio infatti scatterà il 15 settembre 2014, data che campeggerà sulle lettere di licenziamento che partiranno proprio quel giorno: secondo quanto previsto dall’accordo dovrà essere necessariamente raggiunta la soglia dei 980 dipendenti in mobilità.

A costoro verrà offerto un contratto di ricollocamento secondo il nuovo modello previsto dalla Legge di Stabilità approvata dal governo Letta e gestito dal Ministero del Lavoro: in soldoni la mobilità volontaria garantisce l'80% dello stipendio e sarà di 12 mesi per chi ha meno di 40 anni di età, 24 mesi per chi ha tra 40 e 50 anni e 36 mesi oltre i 50 anni, ma l'accordo tra Alitalia e i sindacati va a toccare anche quest'aspetto ed è quindi prematuro dare per certi tali parametri.

ITALY-AVIATION-TRANSPORT-ECONOMY-ALITALIA-ETHIAD-ACQUISITION

  • shares
  • Mail