Agenzia delle Entrate, parla il nuovo direttore: "Basta con il fisco repressivo"

Rossella Orlandi, che succede ad Attilio Befera, non sarà a capo di Equitalia


Occupa da meno di un mese la poltrona che è stata per anni di Attilio Befera, ma Rossella Orlandi, il nuovo direttore dell'Agenzia delle Entrate, ha le idee chiare su come dovrà cambiare il fisco nei prossimi anni. E, almeno a parole, la distanza con il predecessore è tanta: se Befera si è contraddistinto per i blitz a sorpresa nelle località di vacanza e con un grosso impiego di Equitalia per il recupero crediti anche di piccole cifre, Orlandi specifica al Corriere della sera di non volere un fisco repressivo. Una posizione perfettamente in linea con quella del governo, e in particolare di Renzi che ha fortemente voluto marcare la discontinuità con Befera.

La vera rivoluzione è impedire l’evasione, non rincorrerla. Le stime dicono che ogni anno vengono sottratti al Fisco 120 miliardi di euro, e noi ne recuperiamo 12 o 13

Spiega Orlandi, riconoscendo i limiti di Equitalia, che non è né sarà in grado di incassare i quasi 600 miliardi di accertamenti relativi agli anni passati. Per questo nel suo primo atto di indirizzo agli ispettori fiscali ha chiesto di far partire le verifiche dal 2012, lasciando perdere gli anni precedenti.

I tempi di prescrizione dei reati fiscali sono stretti, e questo induce a concentrare gli accertamenti sulle annualità più vecchie, quelle sulle quali, dopo un certo tempo, non sarà possibile il recupero.

Orlandi spiega che l'Agenzia dovrà lavorare di più sulla prevenzione e meno sugli accertamenti, ma ci dovrà essere più severità per chi reitera i comportamenti fraudolenti. Basta quindi alle sanzioni minime comminate indistintamente.

Inoltre, a marcare un'altra differenza rispetto a Befera, Orlandi non sarà a capo di Equitalia, per cui lascia intravedere dei cambiamenti.

Se si vuole sconfiggere l’evasione puntando al recupero del passato servirebbero molti più dipendenti. Piacerebbe anche a me recuperare 50 miliardi l’anno, ma non ho questa possibilità. Per questo dobbiamo concentrarci sulla “compliance”, con un cambio di passo nei rapporti con il cittadino.


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