Istat, boom di insoddisfatti per l'economia. Renzi al FT: "porterò l'Italia fuori dalla crisi"

Il premier: "l'Italia ha un grande futuro, le finanze italiane sono sotto controllo e continueremo a ridurre le tasse".

Nonostante la comunicazione politica del governo Renzi sia incentrata a uno sfrenato ottimismo per quel che riguarda le capacità di ripresa economica dell'Italia, unico paese dell'eurozona ancora in recessione, è quasi un italiano su cinque, il 18,7% dei connazionali, a dirsi "per niente soddisfatto" della "situazione economica".

A fornire il dato è un'indagine dell'Istat sugli aspetti della vita quotidiana. La percentuale, riferita al 2013, è la più alta da 20 anni a questa parte guardando alle serie storiche, la prima rilevazione è stata fatta nel 1993.

Rispetto all'anno precedente nel 2012 la quota du popolazione che ha paura della situazione economica aumenta di 1,9% punti percentuali, il doppio del 2002, quando era al 9,4%.

Se si somma la percentuale dei "per niente soddisfatti" a quella dei "poco soddisfatti" nel 2013 la quota arriva al 58%. I "molto soddisfatti" invece sono scesi all'1,9%.

Tra quest'ultimi potremmo forse ascrivere d'ufficio il nostro presidente del consiglio, i quale di recente ha detto che con un crescita allo 0,4% o all'1,2% nella cambia per la vita dei cittadini, dimenticando tra l'altro che il nostro pil è negativo da due trimestri consecutivi, quello che in economia si chiama recessione tecnica. Il tutto mentre la disoccupazione è su livelli record e i consumi sempre più al palo, con buona pace del bonus di 80 euro che avrebbe dovuto rilanciarli.

In una pimpante intervista al Financial Times Renzi oggi spiega che sulle riforme in Italia decide lui, né il presidente della Bce Mario Draghi né la commissione europea o il Fondo monetario internazionale. Poi il premier garantisce che sui conti pubblici non ci saranno sforamenti:

"Non ho assolutamente alcuna intenzione di sfondare il tetto del 3%. Noi pensiamo di migliorare la crescita nel secondo semestre e il risultato sarà il 2,9%. Non supereremo il 3% perché è una questione di credibilità e di reputazione per l'Italia, anche se altri dovessero superare quella soglia".

Infine la promessa:

"porteremo l'Italia fuori dalla crisi: l'Italia ha un grande futuro, le finanze italiane sono sotto controllo e continueremo a ridurre le tasse. Faremo cose rivoluzionarie".

Per i miracoli si stanno attrezzando.

Renzi Ft

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