IMU Chiesa: il Consiglio di Stato boccia il decreto governativo

Niente Imu per la Chiesa. Il Consiglio di Stato - giudice speciale amministrativo e supremo organo di consulenza giuridica del Presidente della Repubblica - ha bocciato il decreto del ministero dell'Economia che prevedeva l'applicazione dell'Imu sugli enti non commerciali, ovvero sugli immobili appartenenti alla Chiesa cattolica e alle altre confessioni e associazioni senza fine di lucro.

Per i giudici del Consiglio di Stato:

"il governo ha compiuto scelte in assenza di criteri atti a specificare la natura non commerciale di un'attività".

 E ancora:

"Trattandosi di un decreto ministeriale, il potere regolamentare deve essere espressamente conferito dalla legge e, di conseguenza, il contenuto del regolamento deve essere limitato a quanto demandato''.

Da Palazzo Spada si fa notare che:

"In alcuni casi è utilizzato il criterio della gratuità o del carattere simbolico della retta (attività culturali, ricreative e sportive); in altri il criterio dell'importo non superiore alla metà di quello medio previsto per le stesse attività svolte nello stesso ambito territoriale con modalità commerciali (attività ricettiva e in parte assistenziali e sanitarie); in altri ancora il criterio della non copertura integrale del costo effettivo del servizio (attività didattiche)".

Sono i criteri d’applicazione stabiliti nel decreto a non convincere:

"Non è questa la sede per verificare la correttezza di ciascuno di tali criteri, ma la loro diversità e eterogeneità rispetto alla questione dell'utilizzo misto conferma che si è in presenza di profili, che esulano dal potere regolamentare in concreto attribuito".

L'articolo 91-bis

della legge sulle liberalizzazioni prevede che per gli immobili a utilizzo misto l'Imu vada pagata dal 2013 in proporzione all'uso non commerciale, sulla base della dichiarazione dei proprietari.

Il parere espresso dal Consiglio di Stato ridarà fuoco alle polveri della polemica sull'esenzione fin qui assicurata a congregazioni ed enti religiosi, in base all’attuale legge. Il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, commentando la decisione del Consiglio di Stato, dice che si tratta di:

“Un parere giusto di cui terremo conto".

Il governo, sottolinea Polillo:

"è pronto a modificare il decreto, rispettando le indicazioni del Consiglio di Stato.  Lo faremo entro dicembre in tempo perché questa Imu sia in vigore dal primo gennaio 2013, come previsto dalla legge. Quei criteri saranno stralciati da questo regolamento, come chiesto dal Consiglio di Stato, ma inseriti in un altro provvedimento. Perché basati sul principio che si paga l'Imu se c'è utile, come nel caso di un bar in parrocchia. Altrimenti siamo nel campo delle Onlus e dunque nulla è dovuto. Certo, l'attuazione pratica sarà complicata, specie per gli edifici misti. Ma lì entrano in campo i poteri ispettivi dell'Agenzia delle Entrate".

Il governo Monti contava di racimolare dall’Imu della Chiesa tra i 300 e i 500 milioni di euro, per l’Anci si arriverebbe a un miliardo di euro.

E a proposito di Comuni e Imu, la tendenza registrata da uno studio del Sole24Ore vede 8 enti municipali su 10 alzare l’aliquota base, operazione possibile fino al 30 ottobre in vista del saldo Imu di dicembre.

Fatte salve le abitazioni principali e i fabbricati rurali strumentali, dove si stimano aumenti di modesta entità, sarebbero davvero pochi i comuni che hanno mantenuto l'aliquota dello 0,76% sulle seconde case e le altre tipologie di immobili.

L’aliquota ordinaria, che riguarda anche uffici negozi capannoni, è stata portata mediamente, secondo il monitoraggio del quotidiano economico, allo 0,95%.

Foto | Flickr

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