Articolo 18, Renzi come Alfano: "è un totem ideologico"

Renzi ha concesso un'intervista a Millennium, che andrà in onda stasera.

Il premier Matteo Renzi rilancia le parole di un ministro dell’Interno sbiadito e in cerca di visibilità estiva e dice che l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori - che regola i licenziamenti senza giusta causa, discriminatori e ingiustificati - è:

“assolutamente solo un simbolo. Un totem ideologico. Proprio per questo trovo inutile stare adesso a discutere se abolirlo o meno. Serve solo ad alimentare il dibattito agostano degli addetti ai lavori''

Renzi ha concesso un'intervista a Millennium che andrà in onda stasera.

Dice l'ex sindaco di Firenze:

''È giusto riscrivere lo statuto dei lavoratori? Sì, lo riscriviamo e riscrivendolo pensiamo alla ragazza di 25 anni che non può aspettare un bambino perché non ha le garanzie minime. Non parliamo solo dell'articolo 18 che riguarda una discussione tra destra e sinistra. Parliamo di come creare posti per le nuove generazioni''

Appunto. Quando si passerà dalle parole ai fatti non sarà mai troppo presto.

“Il passo non sarà breve. Ma è possibile un allargamento della collaborazione con Forza Italia sull'economia? Ci deve essere rispetto per tutti''

aggiunge il presidente del Consiglio, ipotesi possibile secondo il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta. Del resto su questi temi c'è abbastanza sintonia tra il Pd a guida renziana e i forzisti.

Sempre sull’articolo 18 (qui che cos'è in dettaglio) è intervenuto in mattinata con una dichiarazione l’ex presidente di confindustria Antonio D’Amato che lo ha definito:

"Una stortura tutta italiana, da abolire”.

D’Amato ricorda che quando era al timone di Confindustria (2000-2004) fece una battaglia contro l’articolo 18 e accusa:


"Aver fatto perdere questi 15 anni all'Italia ha fatto un danno gravissimo allo sviluppo, alla competitività, ed all'occupazione. Sembra chiarissimo che oggi l'Italia ha bisogno di una scossa riformatrice: fisco e mercato del lavoro".?

Come se la disoccupazione record e tutti i problemi di competitività e quindi produttività delle imprese italiane dipendessero dalla non abolizione dell’articolo 18. Come se in Italia non ci fosse già abbastanza flessibilità, cioè precariato, ancor più dopo l’ultima riforma del governo Renzi sui contratti a termine, non a caso definita perfetta dall’Unione industriale di Torino.
  
Insomma se le aziende nostrane non riescono a stare sul mercato, se non assumono e se la disoccupazione giovanile è al 43% è colpa del totem articolo 18? Sì, magari più della crisi economica e della recessione.

Precariato e pensioni

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