Debiti dello Stato con le imprese, procedura infrazione UE verso la chiusura?

Il Governo invia una lettera con prime risposte a Bruxelles. La procedura era stato aperta il 18 giugno scorso dall'ex commissario Ue Tajani.

La procedura d'infrazione europea contro l'Italia per il ritardo dei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione starebbe per essere chiusa con la risoluzione del contenzioso Roma-Bruxelles. Secondo una prima valutazione del commissario Ue alla concorrenza Ferdinando Nelli Feroci - sul cui tavolo il 18 agosto è arrivata la lettera del governo Renzi con le prime risposte -, l'Italia sta facendo passi che vanno nella "giusta direzione".

La procedura d'infrazione era stata aperta dal commissario all'industria uscente Antonio Tajani con la lettera di messa in mora dello scorso 18 giugno e la certificazione che il il Belpaese fosse il peggior pagatore dell'Ue.

Bankitalia a fine maggio spiegava che i ritardi nei pagamenti di beni e servizi da parte dello Stato alle imprese erano di 170 giorni contro i 30 previsti dalla direttiva Ue. L'ANSA ricorda che ora entro due mesi la commissione Ue dovrà esprimersi sulla chiusura o meno della procedura. Quel che si è innestato è in ogni caso un "dialogo costruttivo" dice Nelli Feroci, dopo l'incontro dell'8 luglio tra lui e il sottosegretario alla presidenza del consiglio (con delega alle politiche europee) Sandro Gozi che si occupa della questione. La lettera giunta alla commissione:

"conferma il pieno impegno del governo italiano perché si possa arrivare a una soluzione della procedura d'infrazione"

dice Nelli Feroci.

Nel dettaglio la lettera dà risposte ai rilievi della Commissione sulla trasposizione della norma relativa ai pagamenti a 60 giorni, che diventano l'eccezione non la regola, con l'approvazione dei correttivi prevista non oltre il mese di settembre 2014. Nella missiva sono poi citati una serie di provvedimenti già adottati come l'entrata in funzione dal primo luglio della piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti, l'intesa firmata con le banche e la creazione del fondo di garanzia del ministero dell'economia, le deroghe per regioni ed enti locali al Patto di stabilità interno. E ancora l'anticipazione dell'obbligo di tenuta del registro delle fatture al primo luglio e dell'obbligo della fatturazione elettronica per tutte le pubbliche amministrazioni da marzo del 2015.

In più la riforma della contabilità degli enti territoriali, l'obbligo delle pa di stabilire formalmente i tempi di pagamento dei debiti commerciali e il potenziamento delle sanzioni. Nella missiva sono poi confermati gli oltre 56 miliardi di euro per il pagamento dei debiti pregressi per il periodo 2013-2014. L'ex commissario Tajani, oggi eurodeputato di Forza Italia, comunque avverte che la procedura potrà essere chiusa solo quando l'Italia pagherà davvero le imprese.

Fondi ue Italia

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