Pensioni, governo: nessun contributo di solidarietà sopra 2.000 euro

Il sottosegretario Baretta smentisce se stesso, richiamato all'ordine da Palazzo Chigi.

Il sottosegretario al ministero dell'economia e delle finanze, Pierpaolo Baretta, a Radio Anch'io spiega stamane che:

"Non c'è nessuna ipotesi di lavoro nel governo e al Mef per intervenire sulle pensioni".

Si fa riferimento alla possibilità, accennata dallo stesso Baretta in alcune interviste concesse alla stampa, di un contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i 2.000 euro. Il sottosegretario precisa che era

"solo un'ipotesi personale".

Cioè Beretta parla a titolo personale e poi anche a nome del governo, smentendo in pratica se stesso.

Secono il sottosegretario le risorse per la legge di stabilità 2015, si parla di una ventina di miliardi, una finanziaria monstre, arriveranno soprattutto dalla spending review, panecea di tutti mali del governo Renzi, almeno a parole, cui si aggiungeranno "altre fonti" non meglio precisate.

Baretta ha parlato poi di risultati positivi derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, delle maggiori entrate Iva derivanti dai pagamenti dei debiti pubblica amministrazione, dei risparmi sullo spread, con i nostri titoli di Stato non più nell'occhio della speculazione finanziaria.

Il sottosegretario in una intervista a La Stampa in edicola oggi del resto ha fatto ritorno suoi suoi passi, evidentemente richiamato all'ordine da Palazzo Chigi. Sul contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d'oro di deciso "non c'è nulla" ha detto Baretta, escludendo qualsiasi forma di patrimoniale sui redditi più alti, ma non una stretta sulle detrazioni fiscali:

"È una delle opzioni sul tavolo. Non possiamo immaginare che le detrazioni sui mutui, per le spese veterinarie o le palestresano essere ancora concesse a tutti a prescindere dal reddito".

Anche perché servono 10 mld per finanziare nel 2015 il bonus da 80 euro per i lavoratori dipendenti dal reddito medio-basso.

Pensioni governo

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