Riforma PA: da settembre tagliati permessi, aspettative e distacchi sindacali

La riforma Madia: taglio del 50% per ogni associazione sindacale delle p.a.

Dal 1° settembre 2014 com'è noto parte la tagliola sulle prerogative sindacali fin qui previste per le pubbliche amministrazioni, leggi permessi, aspettative e distacchi sindacali .

Il provvedimento rientra nella rivoluzionaria riforma della Pubblica amministrazione del ministro Marianna Madia - che ha già fatto marcia indietro sui ventilati prepensionamenti, così, giusto per fare largo ai giovani. La circolare è stata firmata lo scorso il 20 agosto.

Il taglio di permessi e distacchi per gli statali si spiega sul sito del ministero della Funzione pubblica:

"è finalizzata alla razionalizzazione e alla riduzione della spesa pubblica".

Tradotto: fare cassa per altre esigenze, con il governo che sta raschiando il fondo del barile per rendere strutturale il famoso bonus da 80 euro.

L’articolo 7 del dl 90-2014 prevede che da settembre, i contingenti complessivi dei distacchi, delle aspettative e dei permessi sindacali attribuiti al personale delle amministrazioni pubbliche siano ridotti del 50% per ogni associazione sindacale.

Secondo la circolare Madia entro la fine di agosto i sindacati dovranno comunicare la revoca dei distacchi:

"Entro la data del 31 agosto 2014 tutte le associazioni sindacali rappresentative dovranno comunicare alle amministrazioni la revoca dei distacchi sindacali non più spettanti".

In base alle stime dei sindacati sarebbero almeno 1.400 i dipendenti pubblici che a far data dall'uno settembre dovranno rientrare in servizio dal distacco sindacale.

Le amministrazioni pubbliche:

"provvederanno poi a comunicare - secondo le consuete modalità previste dai rispettivi ordinamenti - al Dipartimento della funzione pubblica della presidenza del Consiglio dei ministri la revoca dei distacchi, al fine di consentire nell'anno corrente la verifica a consuntivo del rispetto dei contingenti complessivi derivanti dalla riduzione ad attribuiti a ciascuna associazione sindacale".

La circolare fissa anche le condizioni di rientro nell'amministrazione dei dirigenti sindacali spiegando che il dipendente o dirigente non può subire discriminazioni per l'attività svolta in precedenza come dirigente sindacale e tantomeno può essere assegnato ad attività che suscettibili creare conflitti di interesse con la stessa.

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