Istat: salari +1,1% annuo a luglio, è la crescita più bassa dal 1982

Nei primi 7 mesi dell'anno la retribuzione oraria media è salita dell'1,3%.

L'Istat spiega con i dati diffusi oggi che i salari dei lavoratori italiani sono cresciuti a luglio 2014 solo di un +1,1% annuo, per quello che è l'aumento più basso dal 1982, ciòè da 32 anni a questa parte.

Il mese scorso l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è rimasto immutato rispetto al mese precedente crescendo come detto appena dell'1,1% su luglio 2013. Nei primi sette mesi del 2014 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,3% nel confronto con lo stesso periodo del 2013.

In relazione ai principali macrosettori, a luglio le retribuzioni contrattuali orarie hanno fatto segnare un aumento tendenziale dell'1,4% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per i dipendenti della pubblica amministrazione. Gli incrementi tendenziali maggiori sono dati dal settore delle telecomunicazioni (3,1%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,0%) ed estrazione minerali (2,9%).

Le variazioni sono invece nulle in tutti i settori della pubblica amministrazione mentre si registra una variazione negativa nei trasporti, nei servizi postali e nelle attività connesse (-0,3%).

Fra i contratti oggetto dell'indagine a luglio sono stati recepiti quattro accordi mentre uno è scaduto. Alla fine del mese scorso la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo era uguale al 59,0% nel totale dell'economia e pari al 47,0% nel settore privato.

Per il rinnovo del contratto scaduto l'attesa media è di 31 mesi per l'insieme dei dipendenti e 16,1 mesi per i lavoratori del settore privato.

Blocco stipendio Statali 2014

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