Esodati: la Ragioneria generale boccia il ddl

L’atteso parere della Ragioneria dello Stato sulla questione degli esodati farà tirare un sospiro di sollievo al ministro del Welfare Elsa Fornero che temeva un sostanziale annacquamento della riforma sulle pensioni con il ddl presentato ieri alla Camera.

Per la Ragioneria generale il provvedimento sugli esodati, approvato in modo bipartisan in commissione Lavoro e all'esame dell’aula di Montecitorio, ha una copertura insufficiente e:

"abbassa significativamente l'età media di accesso al pensionamento, determina oneri di rilevante entità compromettendo gli effetti della riforma".

Il disegno di legge sugli esodati è un’iniziativa dall’ex ministro del Lavoro del II governo Prodi, Cesare Damiano che ha sostenuto di voler così contribuire a correggere un’ingiustizia sociale. Dalla relazione tecnica della Ragioneria la commissione Bilancio dovrà trarre le sue conclusioni.

Gli esodati sono quei lavoratori rimasti senza salario né pensione a seguito dell'innalzamento dell'età per ritirarsi dal lavoro prevista dalla riforma delle pensioni Monti-Fornero. Sono quei lavoratori che hanno accettato di lasciare prima del tempo l’azienda in cui lavoravano con l’assicurazione di ricevere la pensione massimo entro due anni.

Certezza stravolta dall’innalzamento dell’età per lasciare il lavoro, dal non poter più collegare lo scivolo incentivato alla pensione. Il ddl presentato da Damiano prevede uno stanziamento di 5 miliardi per far fronte a un ampliamento della platea degli esodati da tutelare, oltre ai 120mila per i quali il governo ha già messo a disposizione quasi 9 miliardi.

Un’altra norma del disegno di legge prevede una modifica dei criteri per il pensionamento e consentirebbe pur con forti disincentivi ai lavoratori di 58-59 anni con almeno 35 di contributi di andare in pensione con il metodo contributivo fino al 2017. Per un costo totale, stimato dalla Ragioneria, di 17 miliardi tra il 2012 e il 2022.

È chiaro che la la questione esodati è diventata per i partiti irrinunciabile in chiave elettorale, costi quel che costi alle casse dello Stato.

Il ministro Fornero ha puntato i piedi per un ddl che stravolgerebbe la sua riforma. Secondo il pidiellino Giuliano Cazzola, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera:

"Quella degli esodati è una brutta pagina: siamo venuti in Aula con un progetto di legge con una copertura finta, in cui si parla di 5 miliardi quando i miliardi sono 30, nei prossimi 10 anni. Questo non è un gesto responsabile. È ormai chiaro che il progetto di legge Damiano non ha copertura e costerebbe in un decennio 30 miliardi che si aggiungerebbero ai 9 miliardi già stanziati, in un momento, come l'attuale, in cui sono assai modeste le risorse destinate alle imprese e alla disoccupazione giovanile."

Intanto oggi Cgil, Cisl e Uil, hanno organizzato un presidio in difesa degli esodati in piazza Montecitorio per protestare contro una riforma che in Italia sembra scontentare tutti, lavoratori ex lavoratori e sindacati, ma che riceve il plauso del Fondo Monetario Internazionale.

Secondo il capo del Dipartimento fiscale del FMI Carlo Cottarelli gli aggiustamenti del sistema pensionistico pongono l'Italia:

“nella migliore posizione, tra tutti i paesi avanzati, per sostenere la pressione che verrà nei prossimi 20 anni dall’aumento della spesa pensionistica e sanitaria”.

Foto | © TMNews

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