Fiat-Chrysler: dai diritti di recesso nessun rischio per la fusione

Il Lingotto: "non sussiste alcun rischio di pregiudizio per i creditori"

L'esercizio complessivo dei diritti di recesso dalla fusione Fiat-Chrysler (FCA) non supera il limite complessivo dei 500 milioni di euro, il completamento della fusione entro la metà di ottobre non è dunque a rischio.

A comunicarlo è stamattina il Lingotto che in una nota informa dell'ammontare parziale dei recessi:

"Sulla base delle comunicazioni e delle certificazioni ricevute Fiat ha stabilito che il limite di 500 milioni di euro non e' stato superato. Fiat ritiene inoltre che anche se tutte le comunicazioni e conferme ancora da abbinare fossero abbinate, il numero massimo di azioni per le quali il diritto di recesso e' stato validamente esercitato comporterebbe una esposizione complessiva inferiore al limite".

Fiat entro il 4 settembre renderà noto il dato definitivo, mentre il termine per la proposizione delle opposizioni dei creditori scade il 4 ottobre 2014, ovvero 60 giorni dalla data del deposito del verbale dell'Assemblea.

Per la casa automobilistica torinese, che ormai ha però addetto addio all'Italia, non sussiste alcun rischio di pregiudizio per i creditori e non si:

"prevede di conseguenza che il processo per l'opposizione dei creditori impedisca il tempestivo completamento della Fusione intorno alla metà del mese di ottobre"

Soddisfatto il presidente di Fiat John Elkann:

"Sono lieto di questo risultato, attendiamo ora il completamento di questo progetto che è stato sul nostro tavolo sin dall'acquisizione della totalità del capitale di Chrysler Group"

che commenta così il risultato parziale dell'esercizio del diritto di recesso per la fusione in Fiat Chrysler Automobiles.

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