Italia in deflazione, Saviano: "e Renzi mangia il gelato"

L'inflazione acquisita per il 2014 si attesta allo 0,4%. Deflazione in 15 grandi città.

Ad agosto 2014 l'inflazione è in calo dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. L'Istat conferma stamattina che l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività il mese scorso ha mostrato per la prima volta un tasso di crescita tendenziale negativo dal lontano settembre 1959, quando venne registrato un -1,1%, ma l'economia era in crescita a differenza di oggi che siamo in recessione.

Secondo i dati definitivi Istat l'inflazione è salita ad agosto dello 0,2% sul mese precedente scendendo appunto dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Gli aqcuisti di beni di consumo rimangono al palo, il potere d'acquisto dei cittadini è ridotto al lumicino, e per questa via il circolo vizioso fatto da scarsi consumi e prezzi bassi continua ad autoalimentarsi.

A contribuire al rialzo mensile soprattutto i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+3,8%) ma qui incidono fattori di natura stagionale. Aumento solo in parte compensato dal calo mensile dei prezzi dei beni energetici non regolamentati. In questo quadro l'inflazione acquisita per il 2014 si attesta allo 0,4%.

L'Istituto nazionale di statistica spiega che:


"La dinamica tendenziale dell'indice generale è principalmente dovuta all'accentuarsi della flessione annua dei prezzi dei Beni energetici (con quelli non regolamentati che da +0,4% di luglio passano a -1,2%) e al rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi; andamenti solo in parte controbilanciati dal ridimensionamento della flessione dei prezzi degli alimentari non lavorati (-1,8% da -2,9% di luglio)"

L'inflazione di fondo invece, quella calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, cala allo 0,5% dal +0,6% di luglio. Escludendo i soli beni energetici l'inflazione sale a +0,4% da +0,3% di luglio.

I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza rimangono invariati su base congiunturale ma aumentano dello 0,2% rispetto a 12 mesi fa. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (il cosiddetto carrello della spesa) rimangono invece stabili su base mensile ma calano dello 0,2% su base tendenziale.

Così salgono a quindici le grandi città in deflazione, che registrano un calo dei prezzi su base annua: Reggio Emilia, Potenza e Padova (-0,1%); Roma, Perugia, Bologna e Genova (-0,2%); Bari, Trieste, Firenze e Milano (-0,3%); Livorno (-0,5%); Torino (-0,6%); Verona (-0,7%); e Venezia (-0,8%).

Intanto stamattina Roberto Saviano, nella sua rubrica su L'Espresso, attacca il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, prendendo spunto proprio dal dato Istat:

L’Italia è in deflazione e il premier mangia il gelato.

E ancora:

Si pensava che con l'uscita di scena di Berlusconi il rinvio ai personaggi della commedia all'italiana fosse esaurito. Se il giorno in cui si è ufficializzata la deflazione che ha portato l’economia italiana al 1959 il nostro premier ha teatralmente mangiato il gelato, forse a breve sarà costretto a presentarsi al Paese in ginocchio e con la testa bassa, in un vuoto di parole, finalmente rappresentativo del disastro.

Ovvie le conseguenti polemiche politiche che si sono scatenate. La responsabile Comunicazione di Forza Italia Deborah Bergamini twitta:

renzi economist

Renzi il 29 agosto si era presentato nel cortile di Palazzo Chigi leccando un gelato (nel video in alto) per ribattere a una vignetta dell’Economist che in copertina lo aveva raffigurato con un cono in mano su una barchetta fatta con un banconota da 20 euro in procinto di affondare insieme a Merkel, Hollande e Mario Draghi.

renzi gelato

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