Deduzioni e detrazioni fiscali: i cambiamenti previsti dalla Legge di stabilità

Quello che il governo Monti dà con una mano se lo prende con l’altra. Sì, perché il taglio dell’Irpef per i redditi più bassi sarà bilanciato da un aumento dell’Iva che porta con sé tutta una serie di conseguenze dall’aumento del prezzo dei carburanti agli aggravi fiscali.

Salvo modifiche parlamentari l'Iva aumenterà da luglio 2013 e il taglio delle aliquote Irpef entrerà in vigore il primo gennaio prossimo, ma il taglio degli sconti fiscali, così come previsto dal disegno di legge di stabilità, sarà retroattivo.

Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, tranne che per i redditi fino a 15mila euro il governo è infatti intervenuto anche su deduzioni e detrazioni e se nulla cambierà in aula già dalla prossima dichiarazione dei redditi i cittadini-contribuenti dovranno tenere conto del nuovo tetto massimo di 3mila euro per gli sconti fiscali e della nuova franchigia di 250 euro per le deduzioni.

Deduzioni - Gli assegni al coniuge, i contributi previdenziali delle colf, la previdenza complementare, la beneficenza e le adozioni potranno essere dedotte solo dai 250 euro in su.

Detrazioni - Per gli interessi passivi del mutuo, per le spese funebri, quelle per l’università e la beneficenza, è previsto un tetto massimo di massimo di 3 mila euro. In questa categoria non rientrano le spese mediche e per la ristrutturazione degli immobili.

Per Alberto Zanardi professore di Scienze delle Finanze alla Bocconi e a Bologna:

“Il tetto e la franchigia introdotti nella manovra mostrano la volontà di perseguire un obiettivo redistributivo, si tratta di una manovra molto concentrata sui redditi bassi. Tuttavia l’aumento dell’Iva avrà effetti regressivi”.

Ricadute sulle famiglie - Secondo il Codacons la spesa totale annua media per una famiglia di tre persone aumenterà per questa via di 324 euro, per l’Ufficio studi di Confcommercio invece l’azione congiunta di taglio dell’Irpef e aumento dell’Iva determinerà maggiori risorse per le famiglie per 1,5 miliardi di euro nel 2013 e minori risorse nel 2014 per 2 miliardi. La Cgia di Mestre osserva che per chi rientra nella no tax area, cioè chi ha un reddito fino a 8 mila euro all’anno, l’aumento dell’Iva causerà un aggravio fiscale.

Foto © Getty Images

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