Che cos'è Alibaba

Domani la quotazione record a Wall Street. Ma in Occidente quasi nessuno sa che cosa sia l'azienda fondata da Jack Ma.

Alibaba sbarcherà a Wall Street venerdì 19 settembre. E si tratterà di una quotazione da record, considerando che il colosso cinese dell'e-commerce punta a raccogliere fino a 25 miliardi di dollari. Si tratterebbe del più importante collocamento nella storia di Wall Street, superando quello della Agricultural Bank of China e di Visa. In ballo ci sono 320 milioni di titoli, dal valore di 60/70 dollari l'uno. Il che significa che la capitalizzazione potrebbe arrivare a circa 200 miliardi di dollari, per fare un esempio dell'importanza di tutto questo, basti pensare che Facebook ha debuttato al Nasdaq con una capitalizzazione di 104 miliardi di dollari, quasi la metà di quella prevista per Alibaba.

Eppure, dalle nostre parti, quasi nessuno sa che cosa sia Alibaba, essendo un network di siti internet dedicati all'e-commerce che agisce fondamentalmente in Cina. Da domani, la situazione è destinata a cambiare e il nome di Jack Ma sarà sulla bocca di tutti. È il caso allora di capire meglio che cosa il nuovo fenomeno del web, forse per la prima volta non "made in USA".

Fino al 1995, Jack Ma era un semplice insegnante di inglese di Hangzhou, titolare anche di un'agenzia di traduzione. Quell'anno partì per Seattle, dove un amico gli mostrò il funzionamento di internet e di un primordiale motore di ricerca. Racconta il Bloomberg Businessweek che Ma digitò le parole "birra cinese", ma non comparve nessun risultato. Da qui, nacque l'intuizione che l'ha reso oggi un uomo con un patrimonio personale di 12,5 miliardi di dollari.

Nel 1998, assieme a 17 soci, Jack Ma apre un sito per aiutare le piccole imprese locali a piazzare i loro prodotti sul web, dandogli il nome di Alibaba. Sono passati 16 anni, e Alibaba è diventato il più grande sito di e-commerce di tutta la Cina, di cui gestisce transazioni in entrata e in uscita. La sfida ad Amazon ed Ebay non è solo lanciata, in parte è anche già vinta: se è vero che in quanto a ricavi il portale di Jack Ma è ancora parecchio indietro (ne fattura otto, contro i 16 di Ebay e i 75 di Amazon), è però anche vero che questo non è certo dovuto a una minore estensione. Anzi: il valore delle merci vendute da Alibaba è di 248 miliardi di dollari; quello di Amazon è a malapena la metà e quello di Ebay è di un terzo. Il che significa che le potenzialità di Alibaba sono ancora da esplorare.

Non solo: Alibaba non agisce come un unico sito, ma si è differenziato. Il portale originale mette in contatto le aziende manifatturiere cinesi con le imprese, solitamente piccole, di tutto il mondo. Rendendo le trattative molto più veloci ed economiche. C'è poi Taobao, che ha aperto nel 2003 ed è la risposta a Ebay. A differenza di questo, però, non sono previste commissioni standard - per andare incontro ai margini ristrettissimi con cui operano i rivenditori cinesi - ma guadagna solo dalla pubblicità degli inserzionisti e da quando usano gli strumenti di pagamento online messi a disposizione dal portale (Alipay, la risposta cinese a Paypal).

E c'è anche Tmall, un centro commerciale virtuale aperto nel 2008 che consente ad aziende di tutto il mondo (tra cui colossi come Nike e Apple) di raggiungere il vastissimo mercato cinese; in cambio, le aziende danno il 5% sul totale delle vendite. Grazie a Tmall, i negozi online aprono una "filiale" su Tmall e vendono in Cina, saltando completamente i classici intermediari. Tutto questo forse non sarebbe funzionato se Jack Ma non avesse creato Alipay.

In Cina infatti non c'è grande fiducia tra consumatori, e Jack Ma aveva intuito che il nostro meccanismo classico di pagamento online (prima ti pago e poi aspetto che arrivi la merce) avrebbe potuto non funzionare. Alipay funge da garanzia: il cliente paga la cifra, che Alipay trattiene e versa al rivenditore solo nel momento in cui la merce è effettivamente arrivata a destinazione. Altrimenti, la restituisce. Tre siti diversi e un sistema di pagamento in comune che hanno conquistato il mercato cinese, e che da domani saranno conosciuti anche in tutto l'Occidente.

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