Biglietti aerei low cost: il ministro propone ma il mercato dispone

Trasparenza tariffe sui voli aereiI fantasisti del marketing hanno carta bianca a partire da oggi per creative offerte commerciali al ribasso sui costi dei biglietti che non confliggano con la neonata legge sulla trasparenza tariffaria. Un abile dribbling pubblicitario sulle tariffe consente alle compagnie low cost di indicare anziché il prezzo base dei biglietti su cui sarà d'ora in avanti obbligatoria la completa trasparenza dei costi, la percentuale di sconto applicata. Proliferano infatti sui siti proposte simili ai fantomatici "saldi" di fine stagione, giochi di occultismo sul prezzo base del bene venduto che evidenziano in compenso la percentuale di sconto applicata, con l'evidente risultato di attrarre l'occhio vigile del consumatore su vertiginose cadute di prezzo senza però informarlo sulle reali dinamiche sottostanti. E' il caso di Myair che propone uno sconto di 10 Euro su tutti i biglietti, mentre easyJet si sbilancia con proposte di ribasso tariffe del 25% per i voli di Pasqua...si apre, almeno apparentemente, una primavera all'insegna dei viaggi.

Il nuovo decreto Bersani, come nelle migliori imtenzioni del Ministro, intende aumentare la trasparenza delle offerte commerciali per i voli aerei comportando però un evidente effetto distorsivo: le compagnie tenderanno ad occultare il prezzo del biglietto nelle offerte commerciali per non essere costrette alla rendicontazione degli extra-costi, più o meno giustificati, applicati alle tariffe.
Efficace a partire da oggi il provvedimento Bersani sulla trasparenza delle offerte commerciali per i voli aerei è stato infatti recepito solo da una piccola minoranza di vettori.

Il decreto prevede che ogni compagnia indichi nei propri messaggi pubblicitari l'esatta composizione delle tariffe proposte, dettagliata di tutte le spese principali, tasse, oneri e supplementi inclusi. Si sono prontamente adeguate Volareweb con la tariffa all-inclusive da 52 Euro, Myair, Tuifly e Air Berlin che propongono offerte commerciali già comprensive di tasse aereoportuali e dettagliate con le varie voci di spesa che appesantiscono il biglietto. Recalcitranti ad un pericoloso gioco a carte scoperte altre low-cost, meno propense alla trasparenza nei fatti seppure lo siano a parole. E' il caso di Ryanair, sul cui sito ad oggi non compaiono ancora le modifiche introdotte dal decreto Bersani.

Ligie da sempre ed indipendentemente dalla riforma Bersani ad un codice di trasparenza prezzi Jet2 e Transavia che proponevano fino al mese scorso biglietti con un conto spese piuttosto lungo: dalle tasse amministrative a quelle aereoportulai, dal supplemento carburante a quello sulla sicurezza. Su questi vettori la riforma ha avuto un effetto di semplificazione e sintesi, ad oggi infatti viene indicato il costo finale del biglietto.

Insomma fatta la legge e trovato l'inganno per i voli low cost che continuano a stupire i passeggeri con spiacevoli ed impreviste extra-spese (v. articolo)

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