Scatto alla risposta: cronaca di un'abolizione annunciata

Scatto alla risposta Fatto 30 perché non fare 31? Arriva dall'Autorità per le comunicazioni la richiesta di abolizione di quella fastidiosa tassa sul consumo preventivo che ci prosciuga le ricariche più di qualsiasi truffaldino piano tariffario. Lo scatto alla risposta riguarda la gran parte dei vettori di telefonia mobile che applicano un costo variabile dai 15 ai 19 Euro senza garantirci però che la linea non cada subito dopo il primo contatto con l'interlocutore oltrecornetta! Se si considera poi che le linee mobili attive in Italia sono 81,9 milioni per un bacino di utenza di 44,9 milioni l'ingiustizia sembra ancora più macroscopica.
La segnalazione dell'Autorità è atterrata al Governo in conseguenza all'entrata in vigore del decreto Bersani sull'abolizione dei costi di ricarica dietro forti pressioni delle Associazioni dei Consumatori. La voce di Calabrò (Authority comunicazioni) sembra richiedere a gran voce anche la riduzione delle tariffe di roaming internazionale, cioè il prezzo che gli operatori fanno pagare ai clienti quando le loro chiamate viaggiano attraverso la rete di un altro operatore.

Prosegue drastica la crociata contro le speculazioni tariffarie che sembrano trovar terreno fertile solo nel nostro paese. Massima trasparenza dei "piani tariffari" e una puntuale informazione alla clientela sui costi effettivi dei servizi che intendono acquistare sono i dettami di legge effettivi da ieri secondo precisa deliberazione dell'Authority che stabilisce quanto seguue:

"Gli operatori della telefonia (fissa e mobile) formulano condizioni economiche trasparenti, in modo da evidenziare tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico telefonico.
Gli operatori della telefonia pubblicano sul proprio sito web, con apposito collegamento dalla "home page", l'elenco delle offerte vigenti, specificando se sono ancora sottoscrivibili o meno. Per le offerte sottoscrivibili gli operatori integrano l'elenco rendendo disponibili attraverso collegamenti ipertestuali:

a) i prospetti informativi di cui agli articoli 4 e 5;
b) le condizioni contrattuali applicabili a ciascuna offerta;
c) uno schema grafico che mostri in dettaglio la struttura delle offerte sottoscrivibili e delle opzioni e promozioni ad esse collegate.

"No a qualsiasi trasferimento occulto", ha avvertito dunque il presidente di Agcom, sottolineando che per i trasgressori sono previste "sanzioni fino a 2,5 milioni di euro". E sotto i riflettori dell'Authority continua a rimanere Wind, che nonostante lo stop imposto dalla legge ha continuato anche ieri a far pagare i "contributi" aggiuntivi per la ricarica delle schede telefoniche di taglio inferiore ai 50 euro. "Soltanto un problema tecnico - si è giustificata la società che fa capo all'imprenditore egiziano Naguib Sawiris - cui provvederemo entro domani". (v. articolo)

Le nuove disposizioni in materia di trasparenza sembrano tuttavia essere cadute nel vuoto, le compagnie fanno anche in questo caso orecchie da mercante. L'unica virtuosa ad essersi adeguata alle disposizioni di legge è Tim che ha prontamente pubblicato sul proprio sito Web le tabelle relative ai piani tariffari.
I prospetti informativi sinottici e comparativi dovranno d'ora innanzi essere segnalati sul sito e resi disponibili in formato cartaceo presso i punti vendita, a garanzia di una maggiore intelligibilità e confronto delle offerte commerciali proposte dai vari operatori.

A noi rimane comunque un lecito sospetto sulla politica di cartello adottata dalle compagnie telefoniche in merito ai costi di ricarica…possibile che nessun operatore abbia sfruttato il potente abbrivo competitivo che l'abolizione dei costi fissi di ricarica avrebbe potuto garantire? Perché sotto accusa rimangono solo le compagnie petrolifere dunque?

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