Board BCE al via a Napoli tra attese sulla politica monetaria, appelli e protesta

Al via al Museo di Capodimonte la riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, in una Napoli blindata anche per la manifestazione Block Bce che potete seguire in diretta su Blogo.it.

Aggiornamento ore 14:50. La Bce, come era nelle attese, ha lasciato il tasso di rifinanziamento principale invariato, al minimo storico dello 0,05%. Costo del denaro dunque invariato, come rimangono invariati anche il tasso sui depositi, negativo a -0,20%, e il tasso marginale, allo 0,20%. In conferenza stampa Draghi ha chiarito che la Bce acquisterà prestiti cartolarizzati e obbligazioni garantite a partire dalla metà di questo mese per immettere liquidità nel sistema. Il presidente dell'istituto centrale europeo poi ha confermato che "il consiglio è unanime" nell'usare ulteriori misure non convenzionali di politica monetaria per combattere la bassa inflazione. Gli acquisti di Abs, covered bond e le aste di liquidità Tltro, per concedere credito alle imprese, dovrebbero sostenere la dinamica dei prezzi allontanando lo spettro deflazione.

È iniziata questa mattina a Napoli la riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, con i mercati che rimangono alla finestra in attesa di una possibile decisione sui tassi d'interesse per il mese di ottobre e un'Europa in cui il fronte dell'austerità comincia a vacillare, dopo lo smarcamento della Francia.

La sede della riunione del board, presieduta dal governatore della Bce Mario Draghi, è il Museo di Capodimonte in una Napoli che è blindata da 2.000 uomini delle forze dell'ordine anche per la manifestazione Block Bce (qui la nostra diretta), contro la Banca centrale europea, contro le politiche di austerità e di totale deregulation del mercato del lavoro imposte a livello europeo.

Il numero uno dell'Eurotower secondo le indiscrezioni dovrebbe presentare un dettagliato programma per l'acquisto di pacchetti di crediti cartolarizzati, con i tassi che sarebbero lasciati al minimo record attuale (0,05%). L'obiettivo della Bce è rendere più morbidi i requisiti sulla qualità degli asset accettati dalla Banca centrale e di acquistare gli Abs più sicuri detenuti dalle banche iniettando per questa via liquidità per lo sblocco del credito alle piccole e medie imprese. Misura che deve essere approvata dalla maggioranza del Consiglio dei governatori, con Berlino che però guida il fronte dei contrari.

Poco fa in difesa della politica monetaria della Bce sono giunte le parole del presidente di Bankitalia Ignazio Visco il quale ha detto che:

"Una moneta senza stato non è una fase finale del processo. Tanto è vero che abbiamo avuto una grave crisi per molti errori e ritardi”.

Intervistato da Il Mattino Visco ha detto che davanti alla crisi si è cominciato dai test sulle banche, poi:

“siamo intervenuti in Grecia con un’azione sulla ristrutturazione del debito, invece di risolvere i problemi di economia reale. Il punto è che sono usciti i capitali dall’Europa e questo ha creato la crisi dei debiti sovrani”.

Parlando della Bce Visco ha precisato che:

“noi siamo un organo tecnico, non eletto, che non rappresenta nessuno e che ha il compito della stabilità monetaria”.

La Banca centrale europea infatti:

“non può provare a far sviluppare una regione rispetto a un’altra”.

Interviene anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

"La sfida numero uno è aprire un nuovo sentiero di forte e sostenibile crescita in Europa".

Durante l'incontro con il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea a Napoli il capo dello Stato ha ripetuto che l'obiettivo dell'Italia è di:

"portare avanti con determinazione e accelerare un chiaro impegno di superamento di sue debolezze strutturali, a cominciare dal così elevato debito pubblico, ma al tempo stesso nel contribuire all'agenda europea di questo semestre, agisce per spostare l'accento delle politiche europee verso programmi coordinati di investimento per l'innovazione e la creazione di lavoro".

Napolitano ha poi detto che:

"la nostra principale preoccupazione è naturalmente l'altissimo tasso di disoccupazione raggiunto nell'area euro e soprattutto in alcuni Paesi come l'Italia. E questo è un motivo di preoccupazione non solo per il presente, ma anche in una prospettiva più lunga".

Dal canto suo Mario Draghi ha spiegato che la politica monetaria da sola non può ripristinare la fiducia e che si fa una "fatica erculea" per affrontare la crisi e venire fuori dal combinato di bassa crescita e alta disoccupazione. Draghi invita perciò i governi nazionali a fare riforme e risanare i bilanci per aumentare la crescita potenziale, quindi la sostenibilità del debito. Riforme strutturali che devono insomma creare margini di flessibilità per politiche di bilancio pubbliche più favorevoli alla crescita. Politiche valide:

"anche e specialmente per l'Italia"

ha aggiunto Draghi.

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