La Fiat all'UE: la nostra situazione fiscale in Lussemburgo è legittima

Fiat: "La società non ha mai chiesto qualsivoglia esenzione o facilitazione fiscale in connessione con il tax ruling". Marchionne da Parigi: "nessun aumento di capitale".

Nessun aumento di capitale alla viste per il gruppo Fiat. Lo ha detto stamattina l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, durante la conferenza stampa al Salone dell'Auto di Parigi (qui il nostro live).

Marchionne ha spiegato che una ricapitalizzazione non servirebbe né dal punto di vista del bilancio né delle prospettive future, confermando quindi tutte le previsioni del gruppo per il 2014.

Sempre oggi Fiat in una nota si è difesa dalla accuse di elusione fiscale piovutele addosso dall'Ue, con l'Antitrust europea che dopo gli ultimi vertici del G20 focalizzati anche sulla lotta all'elusione fiscale non intende fare sconti in merito.

Nel mirino Fiat Finance e la presunta elusione fiscale delle multinazionali che sfruttano i regimi fiscali molto agevolati che alcuni Paesi Ue praticano (come Irlanda, Lussemburgo) verso le grandi società per attrarre investimenti.

Il Lingotto, replicando alla procedura d'indagine aperta dalla commissione dell'Unione europea, sostiene che il processo di tax ruling relativo a Fiat Finance and Trade (FFT) in Lussemburgo è:


"legittimo e in ogni caso il potenziale impatto finanziario del caso sul gruppo non è significativo. La pubblicazione della decisione è un atto formale del procedimento che non introduce elementi nuovi nel caso. La commissione ha preso la sua decisione sull'assunto che il ruling ricevuto da Fiat possa risultare in un trattamento fiscale dei redditi di FFT in presunta violazione delle norme Ue in materia di aiuti di stato. Come già precisato Fiat svolge attività di tesoreria e di finanziamento per le attività operative del gruppo in Europa. La societò non ha mai chiesto qualsivoglia esenzione o facilitazione fiscale in connessione con il ruling il cui solo scopo è chiarire le regole di transfer pricing da applicare nelle attività di finanziamento del gruppo. Il periodo sotto esame è limitato agli anni 2012 e 2013. Inoltre qualsiasi potenziale aumento della base imponibile di FFT non sarebbe significativo rispetto ai risultati consuntivati dal gruppo e per di più comporterebbe variazioni di segno opposto in altre giurisdizioni fiscali, che dovrebbero essere concordate con le autorità fiscali degli altri paesi interessati dai rapporti di finanziamento intra-gruppo. Occorre anche rilevare che l'aliquota fiscale in Lussemburgo è simile a quella di altri sistemi fiscali europei e che nel periodo sotto esame il gruppo ha registrato nell'ambito delle sue attività europee significative perdite fiscalmente rilevanti. Infine Fiat continua a ritenere che qualsivoglia esame della questione da parte delle autorità non potrà che condurre alla conferma della legittimità del tax ruling a suo tempo emesso"

si legge nella nota del gruppo.

Fiat

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