La disoccupazione negli Stati Uniti è ai minimi storici

Nel mese di settembrecreati 248mila nuovi posti di lavoro: il tasso scende al 5,9%.

Forse la politica estera di Barack Obama è poco incisiva rispetto a quanto gli Stati Uniti nel passato ci avevano abituato, la stessa cosa non può però dirsi della politica interna e in particolare nelle politiche per il lavoro. Gli Stati Uniti, paese in cui la crisi economica mondiale è nata e si è diffusa in tutto il globo, sono tornati a essere un paese economicamente in salute. L'economia americana ha creato in settembre 248.000 posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione sceso al 5,9%. Addirittura un dato migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su 215.000 posti e un tasso di disoccupazione fermo al 6,1%.

Il tasso di partecipazione alla forza lavoro, che misura il numero di americani con un posto di lavoro o in cerca di una occupazione in rapporto alla forza lavoro potenzialmente attiva è sceso al 62,7%, e cioè il valore più basso mai registrato dal 1978 a oggi.

C'è una bella differenza, quindi, tra l'andamento delle economie ai due lati dell'oceano. Tant'è vero che mentre la Banca centrale europea è al lavoro su nuove misure di stimolo, la Federal Reserve si prepara a restringere la sua politica e per dare termine al quantitative easing, oltre a prevedere un rialzo dei tassi sempre più vicino.

È stato reso noto anche il deficit sulla bilancia commerciale, che ad agosto è stato pari a $40,1 miliardi, contro i $40,9 miliardi attesi e rispetto al deficit di $40,3 miliardi di luglio. Insomma, tutto procede per il verso giusto, mentre Wall Street si prepara a festeggiare l'acquisizione di WhatsApp da parte Facebook dopo il via libera dell'antitrust europeo.

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