Tfr in busta paga, no di Confindustria: "Pagherebbero le Pmi"

Il presidente Squinzi chiude la porta all'ipotesi del governo

Confindustria dice no alla possibilità di inserire il trattamento di fine rapporto in busta paga, chiudendo di fatto il discorso, che già ieri si era interrotto con il dietro front del governo. Giorgio Squinzi, durante il suo intervento a Napoli in occasione del forum Piccola industria, ha spiegato che "L’unico reale beneficiario di questa operazione sarebbe il fisco".

Inserire il Tfr in busta paga, ha aggiunto

Farebbe sparire con un solo colpo di penna circa 10-12 miliardi per il piccole imprese italiane: ho peraltro moltissimi dubbi che i lavoratori aderirebbero a una simile proposta se l’adesione fosse lasciata alla volontarietà

Contrariamente al solito, il presidente di Confindustria ha usato toni piuttosto duri nei confronti di Renzi e del governo, dicendo che non "tollererà" niente che possa nuocere ulteriormente alla vita delle imprese.

Nel suo discorso, Squinzi ha anche parlato dell'articolo 18, sferzando il governo a "non cedere l'ultimo miglio alla paura"

Affrontiamo il problema nella sua complessità e nella sua interezza, perché non si tratta del solo articolo 18. Questo disegno di riforma sul contratto a tempo indeterminato e sulla flessibilità in entrata ed in uscita reggerà solo se accompagnato da una innovazione altrettanto importante e coraggiosa degli ammortizzatori sociali e dei servizi per l’impiego, della formazione al lavoro e dell’orientamento

D'altro canto, sempre dal palco di Napoli, anche il viceministro allo Sviluppo Calenda ha stemperato i toni sul Tfr, spiegando che il governo farà questa operazione solo se sarà totalmente neutra per le imprese. Se ci sarà un peso per le Pmi, "non si farà".

US Sassuolo Calcio v FC Internazionale Milano - Serie A

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