Istat, pubblico impiego: spesa cala di 7,8 miliardi in 3 anni

Il calo tra il 2010 e il 2013 è pari al 4,5%.

La spending review per gli statali è già in atto, tra blocco dei contratti e del turnover. La spesa per i dipendenti pubblici in 3 anni, tra il 2010 e il 2013, risulta in calo di 7,8 miliardi di euro secondo le tavole pubblicate dall'Istat e aggiornate sulla base delle nuove regole del sistema dei conti nazionali.

Il calo in valore percentuale è pari al 4,5% mentre in valori correnti le uscite per i redditi da lavoro dipendente sono scese nel triennio preso in esame da 172,548 a 164,747 miliardi.

Secondo i dati diffusi ieri dall'Istituto nazionale di statistica la flessione della spesa per il pubblico impiego risente del blocco del turnover e del blocco della contrattazione, iniziato proprio nel 2010.

Nel solo 2013 la riduzione è stata pari a un miliardo e 415 milioni di euro. In particolare per quel che riguarda le retribuzioni lorde, al netto dei contributi a carico della pubblica amministrazione, le uscite tra il 2010 e il 2013 sono diminuite di 6 miliardi e 751 milioni di euro, il 5,5% in meno.

La spesa per i dipendenti pubblici in Italia pesa per l'11,1% del Prodotto interno lordo. Secondo un'analisi presentata di recente a Montecitorio da Eurispes e Uil-pubblica amministrazione nel Belpaese ci sono 58 impiegati pubblici ogni 1.000 abitanti; siamo quindi sui livelli della Germania (54 ogni 1.000) mentre in Svezia ci sono 135 dipendenti pubblici ogni 1.000 abitanti. Come si vede non è dunque vero che i dipendenti pubblici nel nostro Paese:

«siano troppi. Siamo nella media europea, ci sono Paesi che ne hanno un numero molto più elevato del nostro»

spiega lo studio.

Stipendi statali bloccati 2014

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