Crescita mondiale a due velocità: bene gli Usa, male l'Europa

Il Fondo monetario internazionale taglia le stime: la crescita globale si fermerà al +3,3%.

Quella delle stime che vengono regolarmente riviste al ribasso si sospettava fosse una mania solo italiana, invece a quanto pare va di moda un po' ovunque, persino nei palazzi più importanti del globo, qual è quello del Fondo Monetario Internazionale, che ha appena tagliato le sue previsioni sull'andamento del Pil globale. Le tabelle si trovano nel World economic outlook redatto dall'istituto guidato da Christine Lagarde.

Nel rapporto si legge che l'economia mondiale quest'anno crescerà del 3,3% rispetto al 2013, una revisione al ribasso di quasi mezzo punto percentuale rispetto a quella di aprile, causata da una "prima metà del 2014 più debole delle attese". Per il 2015 è prevista invece una crescita del 3,8%, già tagliato di un paio di decimali e pronto a venir ulteriormente tagliato se sarà confermato il solito trend.

Le cose, però, non vanno allo stesso modo in tutto il mondo. E non vanno allo stesso nemmeno in tutto l'Occidente, visto che la crescita negli Stati Uniti è stata addirittura rivista in senso positivo e ha raggiunto il 2,2% che l'anno prossimo si trasformerà in un 3,1. Numeri molto positivi, poiché la crisi proprio negli Stati Uniti è cominciata, ma che impallidiscono di fronte alla Cina, che metterà a segno ancora un +7,4% l'anno prossimo e un +7,1 l'anno prossimo.

E l'Unione Europea? Male, anche se con qualche eccezione. Nel complesso ci si attende una crescita dello 0,8% quest'anno e dell'1,3% l'anno prossimo. Stime in entrambi i casi riviste ulteriormente al ribasso. La peggiore nazione della compagnia è, manco a dirlo, l'Italia, che scenderà dello 0,2% quest'anno e salirà solo dello 0,8% l'anno prossimo, in attesa che le stime vengano ulteriormente tagliate. Preoccupazione anche per la disoccupazione: il tasso in Italia si attesterà quest'anno al 12,6%, per poi scendere al 12% nel 2015. Numeri superiori alla media dell'area euro (11,6% nel 2014 e 11,2% nel 2015), fanno peggio di noi solo Spagna e Grecia.

Prelievo forzoso conti europei

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