Berlusconi costretto a vendere la sua quota in Mediolanum

L'ingiunzione di Banca d'Italia in seguito alla perdita dei "requisiti di onorabilità".

Le conseguenze della condanna di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset non hanno ancora finito di palesarsi: i servizi sociali, la decadenza da senatore, l'interdizione dai pubblici uffici e la perdita (che ancora non è avvenuta) del titolo di Cavaliere. Adesso si mettono di mezzo anche le questioni finanziarie, dal momento che Fininvest dovrà cedere una parte consistente della propria partecipazione in Mediolanum, facendola scendere al 9,9% massimo dall'attuale 35%. È stata la stessa Finivest a renderlo noto con un comunicato:

Nel contesto del procedimento relativo all’iscrizione di Mediolanum nell’albo dei gruppi bancari e a seguito della sopravvenuta perdita dei requisiti di onorabilità in capo al proprio controllante indiretto Silvio Berlusconi, (Banca d'Italia ha disposto) le misure previste dalle norme (art. 24 e 25 Tub) ivi inclusa la dismissione della partecipazione in Mediolanum eccedente il 9,9% che potrà anche avvenire mediante il conferimento in un trust ai fini della successiva alienazione a terzi entro 30 mesi dalla data della sua istituzione

La cosa, quindi, è stata decisa da Banca d'Italia d'intesa con la vigilanza delle assicurazioni, l'Ivass, mentre la nota è stata emessa su rischiesta della Consob. Ma non è tutto, perché Berlusconi e la Fininvest perdono anche i diritti di voto, e questo significa che viene meno l'efficacia del patto di sindacato stretto con il socio storico Ennio Doris: le due società controllavano il 65% circa del gruppo, mentre il patto sciolto riguarda il 51% della società diviso pariteticamente tra Berlusconi e Doris.

Il che significa che a partire da venerdì Mediolanum è acquistabile, dal momento che non ha più un'azionista di maggioranza assoluto e può essere preda di acquirenti. La cessione della quota, comunque, non dovrà materializzarsi immediatamente visto che “le misure previste dalle norme (art. 24 e 25 Tub) ivi inclusa la dismissione della partecipazione in Mediolanum eccedente il 9,9% che potrà anche avvenire mediante il conferimento in un trust ai fini della successiva alienazione a terzi entro 30 mesi dalla data della sua istituzione”.

BERLUSCONI

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