Miliardo-mania: lo strano caso del signor Gates

Bill Gates Il Paperon de Paperoni è definitivamente americano, porta gli occhiali e vive proprio in una casa forziere tecnologica e anti-bassotto, solo che invece della preziosa numero uno vicino al letto tiene il computer…indovinate di chi si tratta? E' sempre e ancora Bill Gates in testa alle classifiche dei più ricchi del mondo, ed è il caso di dire che se anche ghette e cilindro non gli si addicono gli sta a pennello il ruolo di multimiliardario dalle tasche pesanti ma non bucate!
Con 56 miliardi di patrimonio il numero uno di Microsoft troneggia imbattuto nelle classifiche di Forbes ormai da qualche tempo incurante della serrata competizione scatenatasi ai "piani bassi" del grattacielo miliardario.
Seguono Warren Buffet con 52 miliardi e Carlos Slim Helu il magnate della telefonia messicana con miseri 49 miliardi.

Primo Europeo della lista il re del mobile: Mr. Ikea, lo svedese Ingvar Kamprad, con una fortuna salita da 28 a 33 miliardi.
La lista di Forbes, che annovera 946 miliardari (dai 793 del 2006) con risorse per 3.500 miliardi (+35%), rispecchia i cambi economici nel pianeta, con l'avanzata dei Paesi emergenti: gli Usa sono primi con 415 miliardari (quasi il 50% del totale, ma solo 5 nella Top 20), al secondo posto la Germania (55) è tallonata dalla Russia (53, di cui 19 new entry), mentre l'India (36, di cui 14 nuovi miliardari) scalza Regno Unito (29) e Giappone (24). La Turchia sale a 25 (di cui 5 nuovi), con la Cina a quota 20 (senza contare i 21 di Hong Kong) annoverando 13 ingressi, inclusa la prima self-made woman Yan Cheung. (v. articolo)

Finisce al 14mo posto l'Italia con miliardari in calo da 14 a 13 per l'uscita di Miuccia Prada ma riconferma come leader indiscusso dall'ingente patrimonio il Silvio nazionale, con 11,8 miliardi di Euro… 1/3 della finanziaria 2007…non male ma si può fare di meglio!

Al popolino non rimane neanche il diritto di lamentela vista l'ultima indagine Istat sugli stipendi che sbugiarda la folta schiera dei lamentosi e incontentabili lavoratori italiani, afflitti da miserrime buste paga, rilevando una crescita media del 3,2% degli stipendi dei settori industria e servizi rispetto all'anno passato.

  • shares
  • Mail