Legge di stabilità da 30 miliardi: provvedimenti e coperture finanziarie

Oggi l'approvazione della manovra. La correzione strutturale del deficit sarà dello 0,1% di pil e non dello 0,7% precedentemente concordato.

La Legge di stabilità 2015 sarà varata nel pomeriggio di oggi, alle 18 si riunirà il Consiglio dei ministri. Sarà una super manovra da 30 miliardi di euro ha spiegato il premier Matteo Renzi.

Le coperture finanziarie. Le risorse per la legge finanziaria arriveranno per 16 miliardi dalla spending review (16 miliardi) e quasi tutto il resto dal margine che il governo si prenderà sul rapporto deficit-Pil 2015, che secondo le stime di Palazzo Chigi arriverà al 2,9%, liberando così 11,5 miliardi di euro.

Provvedimenti e misure. Il presidente del Consiglio ha poi rinnovato la promessa di tagliare le tasse per 18 miliardi di euro, tutto sarà messo nero su bianco in questa legge di stabilitò:

«10 andranno a finanziare in modo stabile il bonus degli 80 euro, mezzo miliardo in detrazioni fiscali per le famiglie e il resto in due misure: incentivi che permetteranno di non pagare contributi per chi assume a tempo indeterminato e alla riduzione dell’Irap che è una tassa che manda fuori di testa per la sua componente lavoro».

Per la riduzione dell'Imposta regionale sulle attività produttive (Irap9) servono 6,5 miliardi. Il governo è insomma venuto incontro alle istanza degli amministratori locali sul patto di stabilità interno annunciando un provvedimento che permetterà di recuperare «spazi di patto». Secondo Renzi così si renderà disponibile per i Comuni un miliardo. Tutto ciò:

«migliorerà il patto di stabilità del 77% e si aprono spazi per investimenti».

Renzi ha poi annunciato che saranno varati:

«incentivi che permetteranno per un triennio di non pagare contributi per chi fa assunzioni a tempo indeterminato. Togliamo l’articolo 18 per i primi tre anni ma diamo incentivi e il contratto a tempo diventa vantaggioso»

Sulla questione dell’anticipo del Tfr in busta paga il presidente del consiglio ha chiarito che sarà sempre il lavoratore a scegliere (e ci mancherebbe pure, sono soldi suoi) ma che la strada non è in discesa:

«cerchiamo un accordo con banche per un’operazione di sostegno alle piccole e medie imprese».

Intanto il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan prova a rassicurare sull'ok ai nostri saldi di bilancio 2015 da parte della commissione europea:

«Naturalmente Bruxelles riceverà immediatamente i numeri della legge di stabilità una volta approvata, e poi avvieremo un dialogo normale che si concluderà rapidamente una volta che la Commissione avrà analizzato non solo i numeri ma anche la logica nella quale questo programma si inscrive»

Di sicuro il fatto che la correzione strutturale del deficit sarà dello 0,1% del pil e non dello 0,7% precedentemente concordato non fa piacere a Bruxelles che potrebbe chiedere all'Italia di modificare l'impostazione, bocciando di fatto la legge finanziaria.

Palazzo Chigi 6 jpg

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