Istat: peggiora la recessione dell'economia italiana

I dati Istat rivisti al ribasso sono coerenti con il nuovo sistema di calcolo europeo Sec 2010

L'economia italiana si avvia a chiudere il terzo anno di fila in recessione, unico paese del G7 a non essere capace di uscire dalle secche della crisi. Dopo due trimestri consecutivi di Prodotto interno lordo negativo l'Istat ha dovuto certificare la recessione tecnica, Istat che oggi comunica di aver dovuto rivedere ancora al ribasso le stime del Pil italiano che nel periodo aprile-giugno 2014 è diminuito dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 e dello 0,2% rispetto al primo trimestre dell'anno in corso.

Queste stime sono coerenti con il nuovo sistema di calcolo europeo Sec 2010 - quello che include anche il valore dell'economia illegale nel calcolo del Pil - e mostrano come la recessione italiana sia peggiorata rispetto alle più rosee, si fa per dire, previsioni diffuse dall'Istat a fine agosto scorso.

Del resto quei dati facevano perno sul sistema di conteggio precedente, Sec 1995, e prevedevano un calo del Pil dello 0,2% sia su base congiunturale che tendenziale.
A quanto pare neanche l'alchimia contabile imposta da Bruxelles senza troppi scrupoli etici, con l'apporto di attività illecite come spaccio di droga e prostituzione nel calcolo del Pil, riesce a migliorare l'andamento della nostra economia. La crescita oltre a rimanere su valori negativi peggiora pure.

Il secondo trimestre di quest'anno secondo l'Istituto nazionale di statistica ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al precedente gennaio-marzo sia rispetto allo stesso periodo del 2013.

Rispetto al trimestre precedente, nel periodo aprile-giugno 2014 i consumi sono comunque cresciuti dello 0,1% e gli investimenti fissi hanno avuto una flessione dello 0,9%. Le importazioni invece sono salite dello 0,8% e le esportazioni dell'1,1%.

Istat Pil 2013 sud

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