Double Irish addio. L'Irlanda dice stop al fisco agevolato per le multinazionali

Lo stop era nell'aria e rientra nell'ambito del piano d'azione internazionale messo a punto da Ocse e G-20 per la lotta all'elusione fiscale

Con l'anno nuovo, da gennaio 2015, l'Irlanda adeguerà le sue leggi per porre fine al cosiddetto Double Irish, l'artificio fiscale che ha permesso fin qui alle multinazionali estere di pagare meno tasse possibili sugli utili.

Dopo i fari accesi da Bruxelles e dagli USA sulla questione del fisco agevolato per le multinazionali, che in questi anni ha permesso a Dublino di attrarre una grossa mole di investimenti, il ministro delle Finanze Michael Noonan (nella foto) ieri ha annunciato il cambio di rotta.

Lo stop al Double Irish era nell'aria e rientra nell'ambito del piano d'azione internazionale messo a punto da Ocse e G-20 per la lotta all'elusione fiscale e al profit shifting, lo spostamento dei profitti da una filiale all'altra di un gruppo industriale, per sottrarli appunto alla tassazione.

Il meccanismo finora ha permesso alle grandi aziende multinazionali di far confluire i profitti nella proprie controllate in Irlanda, controllate che a loro volta giravano attraverso royalty e altre forme di pagamento tali profitti verso una seconda controllata irlandese con sede in paradisi fiscali: Isola di Cayman, Bermuda,
e così via.

Il cambio di registro imporrà che dal 2015 le imprese registrate a Dublino risulteranno anche fiscalmente residenti in Irlanda. Tale escamotage fiscale per oltre 20 anni ha consentito alle multinazionali che si trasferivano in Irlanda di abbattere le tasse sui profitti.

Dall'uno gennaio prossimo il Double Irish non sarà più possibile per le società che si volessero stabilire a partire da quella data in Irlanda, quelle che già ci sono avranno invece tempo fino al 2020 per cambiare e adeguarsi al nuovo sistema.

IRELAND-ECONOMY-BUDGET-TAX-MINISTER

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