Varata la Legge di Stabilità 2015: le reazioni

Fassina: "no, non è una manovra di sinistra, sta nel solco del mercantilismo liberista che ha portato l’Europa a una recessione sempre più grave".

Secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli la legge di Stabilità appena licenziata dal governo Renzi va nella giusta direzione.

"Abbiamo accolto con favore e fiducia le indicazioni della legge di Stabilità per una riduzione della pressione fiscale. Tutto ciò che rientra nel perimetro della riduzione delle tasse e anche di taglio dell'Irap sul costo del lavoro va nella giusta direzione"

ha detto Sangalli stamattina durante la presentazione dell'Outlook Italia Confcommercio-Censis. Archiviato il giudizio sulla manovra finanziaria approvata ieri dal Consiglio dei ministri, da 36 miliardi di euro, il presidente di Confcommercio passa all'attacco.

Dal rapporto dell'associazione emerge infatti che nel secondo semestre del 2014 i consumi sono sempre di più al palo, con la capacità di spesa che risulta peggiorata per il 44% delle famiglie. In questo quadro è evidente che il famoso bonus di 80 euro per i redditi medio-bassi non ha smosso le acque.

Secondo lo studio di Confcommercio e Censis, il 76% dei 10 milioni di lavoratori dipendenti che hanno avuto in busta paga il bonus (per i redditi sotto i 24.000 euro e che costa alla casse statali 9,5 mld della manovra) non ha in sostanza cambiato la propria capacità di spesa e consumo.

"Guardando al 2015, il 40% pensa che il bonus non cambierà la sua capacità di spesa e il 31% che servirà per pagare le spese fisse"

si legge in una nota di Confcommercio.

Dalla sinistra del Pd le critiche alle legge di stabilità arrivano per voce del deputato Stefano Fassina, che a Repubblica oggi dice che i tagli alla spesa sociale:


“Sono tagli insostenibili, non si chiedono alle Regioni ma alle famiglie per le mense scolastiche; si chiedono ai pendolari che utilizzano il trasporto pubblico; alle persone che hanno bisogno di assistenza; agli studenti che avevano le borse di studio. Si chiedono alle mamme e ai papà per gli asili nido dei figli. Significano anche minori prestazioni nella sanità”.

E ancora, secondo l’ex viceministro all’Economia del governo Letta:


"i tagli previsti per gli enti territoriali e per lo Stato colpiscono i servizi fondamentali. (...) novità positive sono sul fronte della riduzione delle imposte. Ma il segno espansivo della manovra che già sulla carta era modesto rispetto alla gravità della situazione del paese e con i tagli pesanti alla spesa, viene cancellato”.

Per Fassina insomma questa non è affatto la manovra più di sinistra che si potesse fare, secondo la definizione del premier Renzi:

”no, non lo è. È una manovra che, unita all’intervento sul mercato del lavoro, sta nel solco del mercantilismo liberista che ha portato l’Europa a una recessione sempre più grave”.

Ma la manovra suscita reazioni contrastanti e malumori che rischiano di creare spaccature anche in Forza Italia. Per il capogruppo alla Camera Renato Brunetta la legge di Stabilità approvata è:

"una partita di giro, anzi di raggiro".

La parlamentare azzurra Laura Ravetto però non chiude la porta a Renzi:

"Quella varata dal governo è una legge di stabilità che lancia tante sfide coraggiose. Innanzitutto, all'Europa sul rinvio del pareggio del bilancio, poi alla maggioranza parlamentare che ha sempre, più o meno, messo i bastoni fra le ruote all'esecutivo, e infine a Forza Italia. Alcune delle misure proposte sono infatti parte integrante del nostro programma elettorale. La speranza è che questa legge di stabilità non abbia un percorso parlamentare travagliato".

Sul fronte sindacale si registra la bocciatura all'impianto generale manovra da parte della Cgil, che punta il dito anche sulla questione del tfr in busta paga:

"è una scelta che deve essere volontaria del lavoratore. Quello che abbiamo capito finora sulla manovra è che sarà una perdita per i lavoratori perché perdono la tassazione separata e quindi determinano un incremento della tassazione e non una riduzione”

ha detto stamattina il segretario generale Susanna Camusso.

Per la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan, nel ddl stabilità ci sono alcune cose positive, vedi la decontribuzione per tre anni per i neoassunti a tempo indeterminato, la conferma del bonus di 80 euro e il taglio della componente lavoro dell’Irap. Furlan ha chiesto al governo l’estensione del bonus anche ai pensionati.

Renzi incassa poi l'importante endorsement del presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, che parla di "realizzazione di un sogno" per il taglio dell'Irap.

Palazzo Chigi:governo

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