Crisi Ucraina, Coldiretti: crolla l'export agricolo verso la Russia

I danni diretti al solo settore alimentare causati dall'embargo sono pari a circa 200 milioni di euro l'anno.

In un solo mese le esportazioni di prodotti agricoli italiani verso la Russia è crollata del 63% secondo un primo bilancio dell'embargo scattato dal 7 agosto scorso a causa della crisi russo-ucraina, con il divieto all'ingresso in Russia di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta, verdura, formaggi, carne, salumi e pesce.

La guerra di sanzioni economiche tra Europa e Usa da una parte e Russia dall'altra pesa come un macigno su molte aziende agricole italiane già fiaccate da sei anni di profonda crisi.

A fornire il dato sul crollo del nostro export agro-alimentare (e non solo) è un'analisi della Coldiretti che lancia l'allarma sugli effetti dell'embargo nel "mercato dei prodotti alimentari Made in Italy in Russia".

In occasione del Forum Internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione di Cernobbio l'associazione dei coltivatori ha presentato il report che si basa su dati Istat relativi al mese di agosto 2014 rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.

Coldiretti spiega che si registra un calo delle esportazioni verso la Russia di tutti i prodotti del made in Italy pari 16,4%: tradotto in euro fanno 33 milioni di euro in meno. La flessione riguarda tutti i principali settori del nostro export: agricoltura e tessile (-24,8%), mezzi di trasporto (-50,1%) mobili (-17,8%), farmaceutici (-32,3%) e apparecchi elettrici (-15,9%).

Le tensioni geopolitiche nell'Europa orientale hanno avuto riflessi anche sugli scambi di prodotti non direttamente soggetti dall'embargo ma molto significativi per il made in Italy.

I danni diretti al solo settore alimentare provocati dall'embargo sono pari a circa 200 milioni di euro l'anno, senza contare i costi indiretti relativi alla perdita di immagine e di fette di mercato.

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