Pensioni in pagamento il 10 del mese? Sindacati: inaccettabile

Per i sindacati dei pensionati la norma contenuta nella Legge di stabilità del governo Renzi si traduce in un "un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani".

Contro l'ipotesi contenuta nella legge di Stabilità 2015 di posticipare il pagamento della pensione dall'1 al 10 del mese si scagliano sindacati e associazioni dei consumatori. Una norma contenuta nel ddl manovra prevede infatti che dal 2015 le pensioni vengano liquidate il giorno 10 di ogni mese.

I consumatori sono contrari considerando la misura fonte di fortissimi disagi per i pensionati, quasi la metà di essi com'è noto riceve meno di mille euro al mese per andare avanti.

Contro il posticipo della pensione fanno muro anche i sindacati di categoria secondo cui è semplicemente "inaccettabile" la norma che stabilisce lo slittamento del pagamento delle pensioni dal primo al decimo giorno del mese.

Per Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, si tratta di:

"un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani".

Secondo l'articolo 26 della bozza di legge di stabilità 2015 per razionalizzare e uniformare procedure e tempi di liquidazione delle pensioni Inps, di assegni e prestazioni previdenziali, di indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, i pagamenti sono posti:

"il 10 di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile"

Il tutto in un'unica soluzione nei riguardi dei beneficiari di più trattamenti, qualora non siano sono presenti cause ostative.

Secondo Fedeconsumatori e Adusbef è:


“una misura ingiusta e inaccettabile, che si configura come un vero e proprio sopruso nei confronti dei pensionati, che, non lo dimentichiamo, sono stati tra le fasce più colpite dalla crisi economica. Il danno rischia di estendersi all'intera economia: sono infatti gli anziani nonni e zii, molto spesso, a mandare avanti interi nuclei familiari. La mancanza di lavoro di figli e nipoti, infatti, ricade sulle loro spalle”.

E ancora:


“la vera operazione chiave per creare benefici al sistema economico ed alle condizioni delle famiglie non è ritardare i pagamenti delle pensioni, bensì avviare un serio, responsabile, concreto ed immediato piano straordinario per il lavoro”

è l'invito che arriva al governo Renzi da parte delle due associazioni.

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