Pensione il 10 del mese per chi prende doppi assegni Inps e Inpdap

La precisazione dell'Inps sulla norma contenuta nella legge di Stabilità.

    AGGIORNAMENTO. Sulla questione dello slittamento delle pensioni dall'uno al 10 del mese interviene anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze che con un tweet ribadisce quanto chiarito dall'Inps:


In merito alla norma contenuta nel ddl Stabilità 2015 che posticipa il pagamento della pensione dall'1 al 10 di ogni mese, misura che ha visto scendere sul piede di guerra i sindacati, interviene direttamente l'Inps (Istituto di previdenza sociale) che precisa che solo chi ha la doppia pensione Inps-Inpdap, 800.000 persone circa, la riceverà a partire dal primo gennaio 2015 il 10 del mese.

Per gli altri 15 milioni di pensionati non cambierà nulla, riceveranno l'assegno pensionistico come fanno ora: giorno 1 di ogni mese se la pensione è Inps, il 16 se si tratta di un assegno Inpdap.

L'Inpdap, l'Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica, è stato soppresso con il decreto legge 201 del 6 dicembre 2011 (il cosiddetto Salva Italia del governo Monti) con successivo trasferimento all'Istituto di previdenza sociale delle funzioni e dei debiti dell'Inpdap: una zavorra da 24 mld di euro per le casse Inps, che del resto già non godevano di ottima salute

Ieri contro l'ipotesi di far slittare le pensioni al 10 del mese avevano protestato compatti i sindacati di categoria definendo la norma "inaccettabile". I segretari generali, di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima avevano parlato di:

un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani. Il Governo non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato come complicargli ulteriormente la vita. E' semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così.

Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan aveva aggiunto:

E' davvero incomprensibile questa decisione estemporanea del Governo di spostare al dieci di ogni mese il pagamento delle pensioni, senza nemmeno considerare gli effetti negativi che una scelta del genere può comportare per milioni di pensionati. A proposito della norma sostiene che rappresenta "l'ennesima beffa" per i pensionati, già molto penalizzati.

E la leader della Cgil Susanna Camusso ieri sera a DiMartedì rivolgendosi al responsabile economico del PD Filippo Taddei aveva detto:

Mettete in difficoltà dei pensionati e non si capisce perché. È una carogneria.

Il perché sta evidentemente nel fatto che il rinvio del pagamento delle pensioni al 10 del mese dall'1 gennaio 2015, vale circa sei milioni di risparmi all’anno grazie alla previsione di unificare i pagamenti per coloro che hanno pensioni sia Inps che Inpdap.

Per il 5 novembre i sindacati hanno organizzato una mobilitazione con iniziative a Roma, Milano e Palermo per chiedere al governo Renzi un netto cambio di rotta verso politiche a sostegno degli anziani.

Pensioni e Fisco Italiaa

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