Legge di Stabilità, torna il bollo sulle auto storiche

Contro i furbetti dell'auto d'epoca si pagherà la tassa per i veicoli tra i 20 e i 29 anni, a scapito però dei veri collezionisti.

Tra le pieghe della legge di Stabilità licenziata dal Cdm, ora pronta per affrontare le aule parlamentari, rispunta il bollo sulle auto storiche con la conseguenza che i veicoli con un'età compresa tra i 20 e i 29 anni dovranno tornare a pagarlo.

Continueranno invece a non pagarlo le auto immatricolate da 30 o più anni. La bozza di manovra delle legge di stabilità 2015 introduce quindi questo nuovo balzello, oltre alla previsione di un aumento dell'Iva standard e delle accise dal 2016.

L’intervento contenuto nel ddl manovra sul bollo per le auto storiche modifica l’articolo 63 della legge numero 342/2000. Il pagamento interesserà ora tutti quei veicoli i quali fin qui, in virtù del «particolare interesse storico e collezionistico», potevano accedere all’esenzione dopo 20 anni. Parliamo di auto da corsa, prototipi da esposizione/mostre e altri mezzi significativi in ambito industriale, sportivo, estetico e/o di costume.

Autovetture storiche che sono individuate annualmente dall’Automobilclub storico italiano e dalla Federazione motociclistica italiana. Solo i proprietari di auto storiche con più di 30 anni non dovranno pagare la tassa, ma in caso di circolazione su strada del veicolo c'è comunque il bollo a forfait di 25 euro annui.

Rimane la norma-principio secondo cui le auto si considerano costruite nell’anno di prima immatricolazione. Questa norma della manovra 2015 mira a colpire l'abuso sui vantaggi fiscali previsti dalla normativa finora in vigore contro molti contribuenti furbetti che scelgono di circolare su auto costruite prima del 1994, di nessun interesse storico ma considerate d’epoca dalla legge, soltanto per risparmiare su assicurazione e bollo. A scapito dei veri collezionisti.

Picture taken 29 October 2006 of the Fia

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