Global Trends 2014: tematiche economiche (seconda parte)

Global Trends è l’elaborazione di un sondaggio condotto da Ipsos-MORI: oltre 16mila le interviste fatte in 20 Paesi. Focus su Lavoro e Servizi pubblici.

Proseguiamo con la seconda parte delle tematiche economiche emerse da Global Trends 2014, con i risultati del mega sondaggio su scala globale condotto da Ipsos-MORI. Dopo aver esaminato la sezione Economy e Country, passiamo a Work, cioè alla parte dell’analisi focalizzata sul lavoro e sulle dinamiche occupazionali.

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La prima domanda della sezione, fatta a più di 16mila persone di 20 Paesi, chiede in che misura gli intervistati sono d'accordo o meno sul fatto che realizzarsi nella vita significa raggiungere una posizione di rilievo nella carriera lavorativa. Qui sotto trovate il grafico (con la relativa legenda) che riassume le risposte date dal campione.

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Il secondo quesito della sezione Work di Global Trends 2014 chiede se sia più importante avere un buon equilibrio tra vita privata e lavoro (quindi più tempo libero spendibile) che avere una carriera di successo. Giù il grafico che mostra come hanno risposto i 16.039 intervistati.

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La terza domanda si preoccupa di chiedere agli intervistati in che misura il lavoro interferisce con la loro vita personale al punto da dover dire: il lavoro va messo al secondo posto. Ecco le risposte fornite dal campione così come le sintetizza il grafico in basso.

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La quarta domanda si divide in due opzioni chiedendo agli intervistati quale si avvicina di più alla propria opinione: A) È meglio avere un lavoro sicuro; B) È meglio avere un lavoro ben pagato (e meno stabile-sicuro). Il riassunto delle risposte nel grafico sotto.

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Passiamo ora ad esaminare la parte di Global Trends 2014 che viene subito dopo la sezione Work e che si occupa dello stato dei servizi pubblici nei 20 Paesi del mondo oggetto del sondaggio.

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Agli intervistati viene chiesto per prima cosa quanto possano dirsi soddisfatti o insoddisfatti per il livello di servizi pubblici locali come i trasporti pubblici, l'istruzione pubblica, la sicurezza e i servizi sociali. Quesito che denota anche quanto i servizi pubblici siano considerati efficienti in base alle tasse che si pagano. Ecco giù il grafico con le relative risposte.

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Il secondo quesito della sezione Public services e state action chiede al campione quale tra le seguenti due opzioni si avvicina di più all’opinione degli intervistati: A) le decisioni sui servizi pubblici (trasporti, istruzione pubblica, sicurezza pubblica e servizi sociali) sono migliori se prese a livello locale; B) le decisioni sui servizi pubblici sono migliori se sono fatte a livello nazionale, quindi dal governo centrale. Ecco qui in basso il grafico-sintesi delle risposte.

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La terza domanda chiede quale delle due risposte date in alternativa si avvicina maggiormente al pensiero degli intervistati: A) È più importante la crescita economica del proprio Paese e il miglioramento delle sue performance; B) È più importante migliorare la felicità e il benessere delle persone (che non possono essere misurati in termini di Pil). Ecco in basso come hanno risposto le oltre 16mila persone contattate.

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A fine sezione c'è una quarta domanda che si occupa dei servizi pubblici in materia di salute: è stato chiesto al campione se sia da considerare una responsabilità del governo quella di dover influenzare il comportamento delle persone per favorire stili di vita sani o se invece il governo non dovrebbe in nessun modo interferire negli stili di vita delle persone. Giù il grafico con il sunto delle risposte fornite.

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    Global Trends 2014 è l’elaborazione di un ampio sondaggio condotto da Ipsos MORI: oltre16mila interviste condotte fra il 3 e il 17 settembre 2013, 20 paesi del mondo coinvolti, un “panel” statistico composto da un pubblico di cittadini e consumatori attivi sul web e fortemente connessi. Il progetto, molto ambizioso, fotografa lo stato dell’arte su una serie di comportamenti e tematiche di rilevanza mondiale (dall’ambiente alla salute, dall’attivismo politico ai brand). E si propone di lanciare il dibattito su quel che sarà in futuro.

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