Tassisti sotto la lente dell’Agenzia delle entrate

Nel mirino il tassametro e il guadagno per chilometro.

I tassisti e il tassametro finiscono sotto la lente d'ingrandimento dell’Agenzia delle entrate nell’ambito di una rivisitazione degli studi di settore - il patto che i lavoratori autonomi fanno con il fisco sulla base di una previsione di guadagno - che interesserà tutte le categorie di autonomi.

Si comincia dai tassisti con il loro guadagni sono stati rivisti al rialzo per cifre oscillanti dai 17 ai 20mila euro di importo lordo, cifre riferite al 2011. Sconcerto tra gli autisti di taxi bolognesi, che riporta la Repubblica, ora avranno il loro bel daffare per convincere l'amministrazione finanziaria l'ultima valutazione dei loro introiti è sovrastimata, irrealistica.

La questione è sorta in merito alla effettiva percorrenza del taxi con passeggeri a bordo. Secondo gli studi di settore in media un autista di taxi bolognese pattuisce col fisco un guadagno lordo i 37mila e i 40mila euro all’anno. Cifra calcolata su una percorrenza che mediamente è di 5mila chilometri in 12 mesi.

Il fatto è per l’Agenzia delle entrate quasi tutta questa percorrenza sarebbe da valutare come produttrice di reddito, per i tassisti invece almeno 15mila dei chilometri percorsi sono in realtà fatti a vuoto: sono un costo, altro che un guadagno. In soldoni per il fisco la maggior parte di quei 35mila chilometri annuali sarebbero percorsi con uno o più clienti a bordo, mentre secondo gli autisti sarebbero appena 20mila km.

Il guadagno chilometrico è di quasi 2 euro a chilometro per l’Agenzia delle entrate, secondo i tassisti 1,30 euro.

"Come categoria ci adopereremo per capire la ricostruzione effettuata dal fisco e in secondo luogo per convincere che il nostro lavoro è ben lontano da quella stessa ricostruzione. Dall’esterno, la vita del tassista può apparire ben diversa da quella che è. Sono tanti i chilometri percorsi a vuoto. Faccio un esempio: nei giorni di fiere, devi essere molto presente in stazione, portare i clienti in viale Moro e tornare ancora in stazione perché c’è bisogno. Metà dei viaggi è a vuoto"

dice Riccardo Carboni presidente della Cotabo la più grande cooperativa di autisti bolognese.

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