Aumenti Irpef e sconti Ici, dove pende l'ago della bilancia?

Ici e Irpef Dopo la stangata delle addizionali comunali e della rivalutazione del valore catastale degli immobili il governo sembra voler attenuare la stretta fiscale sulle famiglie ipotizzando una drastica riduzione sull'Ici per la prima casa. La ventilata riduzione dell'Ici dovrebbe costare alle casse dello stato tra i 2,5 e i 2,7 miliardi di euro da reperire con la lotta all'evasione fiscale.
Parte quindi il ballottaggio sull'aliquota unica al 20% per i redditi di capitale e finanziari. Nel nuovo "pacchetto casa", in sede di discussione in questi giorni al governo, rientrano infatti provvedimenti di tipo "bastone" e incentivi di tipo "carota", ossia da un lato si promuove la causa dell'aliquota unica al 20% sugli affitti finalizzata allo smantellamento di un sistema sommerso di evasione fiscale, mentre dall'altra si teorizzano vantaggiose detrazioni per le famiglie con più figli per un costo complessivo di 2 miliardi. (v. il Sole 24Ore).

Buone notizie sembrano arrivare anche per gli inquilini, continuamente vessati da affitti astronomici soprattutto nei grossi centri urbani: il complesso di misure allo studio prevede anche sconti, sotto forma di maggiori detrazioni.
Un "bell"'esempio di applicazione della riforma sulla casa arriva dal comune di Roma dove si è assistito ad una diminuzione dell'Ici sulla prima casa dal 4,9 al 4,6 per mille e ad un contemporaneo aumento dell'addizionale Irpef dallo 0,2 allo 0,5 per cento riequilibrato da un sistema di sconti e sgravi per 325.000 famiglie sull'Ici, se proprietarie della casa di residenza, o sulla Tariffa rifiuti, se in affitto. La riduzione dell'Ici sulla prima casa comporta un risparmio per le famiglie compreso nella maggioranza dei casi tra i 25 e i 30 euro a fronte però di rincari Irpef, nell'ordine di circa 105 euro l'anno per famiglia.

L'abbassamento dell'Ici a favore del rialzo Irpef sembra un gioco di equilibri disegnato per confondere le idee ai cittadini....il Ministro Bindi però ribatte dalle colonne del Sole 24 Ore che non si tratta di un abbaglio puro e semplice, le famiglie numerose infatti a fronte di un aumento dell'addizionale comunale, beneficerebbero di un aumento del reddito disponibile in proporzione al numero di figli a carico del nucleo familiare grazie all'effetto degli assegni familiari.

Per quanto riguarda l'Irpef il Sole 24 Ore ha realizzato un'indagine (su dati Ifil) sulla media delle addizionali Irpef applicate dai comuni italiani, da cui risulta quanto segue:


  • dei 1.473 comuni che hanno deliberato, più della metà (55%) hanno aumentato l'aliquota sul calcolo dell'addizionale,

  • l'aliquota media per il calcolo Irpef si aggira sullo 0,438%,

  • 121 sono i comuni che hanno applicato il massimo dello 0,8%mentre 52 hanno scelto un'aliquota dello 0,7%.

Sul fronte Ici dei 724 municipi che hanno comunicato al ministero le aliquote per il calcolo della tassa sulla casa, prevalgono ritocchi al ribasso soprattutto in merito alla prima casa di abitazione. L'aliquota Ici ordinaria si aggira sul 6,07 per mille mentre si attesta sul 5,11 per mille quella sulla prima casa. L'allentamento fiscale dei comuni pare sia giustificato dalla "maturità" della tassa sull'abitazione che rappresenta il primo introito fiscale dei comuni ormai da tempo.

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