La dura legge del taglione delle tariffe telefoniche

Tariffe telefoniche Consumatori - gestori di telefonia mobile 1 a 0. Vinta la battaglia con l'abolizione dei costi di ricarica non si può dire che lo sia la guerra contro gli extra costi applicati ai telefonini. L'assedio agli interessi di settore sembra infatti destinato a durare ancora a lungo per quanto riguarda lo scatto alla risposta e la trasparenza sulle informative dei piani tariffari. Nonostante l'entrata in vigore della delibera del 6 marzo dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sui prospetti informativi "trasparenti" i vari gestori non sembrano aver migliorato la leggibilità delle tariffe agli occhi dei consumatori. Certo ora compaiono sui vari siti delle comode e consultabili tabelline a volte anche comparative, fermo restando però un fitto sottobosco di noticelle e postille di non immediata comprensione.

Anche sul fronte costi di ricarica sembrano sorgere alcune complicazioni….se alcuni operatori hanno deciso (v. articolo) il passaggio obbligato per il proprio bacino di utenza a tariffe più costose, altri hanno invece optato per la riformulazione delle offerte commerciali a tutto vantaggio delle opzioni "flat".

E' il caso di Tim (v. articolo) il cui neo-direttore generale Luca Luciani ha iniziato una politica tariffaria rivoluzionaria di rottura con il passato proponendo un ventaglio di offerte flat, tra cui MaxxiDay che offre la possibilità di disporre di 500 minuti al giorno per chiamare Tim e inviare 500 Sms sempre a telefonini Tim, al costo di 1 euro per un giorno, fino a 10 euro per 10 giorni. Sempre in questi giorni (ma a un target molto mirato di clienti di carte prepagate) ha offerto per 4 euro al mese 1.000 minuti di chiamate verso altri telefonini Tim.

Si prosegue poi con le tariffe "Tutto Compreso" da 30, 60, 90 euro a sostituzione delle vecchie Tim Relax:


  • con 30 euro si ha un telefonino (con 24 mesi di obbligo contrattuale), 250 minuti di telefonate verso tutti i numeri nazionali di fissa e mobile, senza distinzione di gestore;

  • con 60 euro si hanno 600 minuti di chiamate ma anche 600 Mbyte di navigazione;

  • con 90 euro ci sono 900 minuti di chiamate e 900 Mbyte di navigazione Internet.

Il ricco piatto delle offerte telefoniche prosegue con il cambio di rotta di Vodafone, che capita la tendenza all'utilizzo dello standard IP per le chiamate, apre a nuove frontiere cercando di dimenticare la burrascosa rivoluzione normativa. Arriva frettoloso dal Cebit di Hannover l'annuncio di un nuovo servizio che permetterà di effettuare chiamate via telefonino sfruttando la rete Internet. Sebbene il servizio in oggetto, denominato in codice Starfish e di fatto un programma "clone" di Skype, sia ancora un progetto pronto solo sulla carta il fatto che il primo carrier di telefonia mobile al mondo abbia di fatto confermato l'intenzione di portare sul cellulare anche i servizi Voip (dopo quelli di eBay, YouTube e MySpace) è sintomo di una imminente rivoluzione nel settore. Offrendo infatti ai clienti un software in grado di attivare chiamate su reti Ip, Vodafone metterebbe a repentaglio una parte dei propri profitti derivanti dalle chiamate voce tradizionali, e cioè l'attuale gallina delle uova d'oro per tutti gli operatori di rete mobile (v. articolo).

Non cercherà mica di farci dimenticare, con clamorosi effetti speciali, lo scandaloso tentativo di appiopparci opzioni mai richieste sui piani tariffari per recuperare pecunia sui costi di ricarica??
Da giorni il Codacons sta infatti ricevendo migliaia di segnalazioni da parte di arrabbiatissimi clienti Vodafone che si sono visti attivare sul proprio telefonino "Sms vocale". Il costo dell'invio di un "Sms vocale" è di 0,29 euro. La cosa che appare grave è che il servizio sia stato attivato ai clienti senza alcuna autorizzazione da parte loro e senza che gli stessi ne abbiano fatto richiesta o abbiano espresso il proprio consenso all'attivazione.

"Chiediamo all'Autorità per le comunicazioni di intervenire con urgenza, per verificare se il comportamento di Vodafone sia pienamente legittimo e, se necessario, disporre l'interruzione del servizio - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - L'impressione dei consumatori è che, dopo il taglio dei costi di ricarica imposto dal Decreto Bersani, l'arroganza delle compagnie telefoniche torni a farsi sentire più forte di prima". (v. articolo)

Chi riuscirà a sopravvivere alle dure leggi del marcato ora che il protezionismo sul settore si sta sgretolando?

  • shares
  • Mail