Il New Deal sanitario parte con le Case della Salute

Casa della salute "Una medicina accessibile, facilmente fruibile e visibile, una medicina che abbia la stessa autorevolezza dell'ospedale e che non faccia perdere tempo" una sintesi efficace e a prima vista ineccepibile quella che fa il Ministro Turco delle Case della Salute, grande obiettivo del nuovo Patto sanitario nazionale.
Dopo la carta d'identità sanitaria elettronica, che accorpa dati anagrafici e assistenziali, codice fiscale su banda magnetica, permettendo di ottenere servizi sanitari anche nei paesi dell'Unione Europea, in sostituzione del modello cartaceo E111, arriva dal ministero della Sanità un ulteriore provvedimento in favore di una maggiore integrazione del sistema assistenziale italiano con implementazione della gestione informatizzata di tutti i dati sanitari attivate le procedure di teleconsulto e di telemedicina che consentano una diagnosi specialistica di 2° livello.

Si chiamo Case della Salute i progetti per cui è già stato accantonato in bilancio uno stanziamento di 10 milioni di Euro e nasce dall'esigenza, sostiene il Ministro Turco nella presentazione di ieri a Roma, di realizzare un effettivo coordinamento socio-sanitario che dia continuità alle cure prestate in ospedale. La struttura dovrà garantire assistenza 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana e riunirà, in un unico centro medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali, guardia medica e servizi socio sanitari per le tossicodipendenze, la salute mentale, assistenza domiciliare, prevenzione, consultori e invalidità civili. Il progetto presenta interessanti prospettive vista la totale autonomia affidata agli enti locali nella ideazione e realizzazione delle iniziative. Le regioni che vorranno attingere alle risorse predisposte dalla Finanziaria 2007 per la sperimentazione delle Case della salute dovranno presentare dei progetti (v. articolo).

L'idea piace agli assessori regionali della sanità e in Italia si contano già 136 strutture, in 10 regioni, che hanno avviato programmi in linea con gli obiettivi della Casa della Salute. Meno entusiasti alcuni nuclei territoriali che hanno nella piena sperimentazione di iniziative sanitarie di successo come i Nuclei o gruppi di cure primarie o Utap, sono spaventati all'idea che il nuovo slancio dato alle Case della Salute possa far sparire nel dimenticatoio i risultati raggiunti, deragliando risorse ed attenzioni utili dalle iniziative precedenti.

Altro punto di svolta è rappresentato dalla centralità dei medici generici nell'orchestrazione dei professionisti in loco. Il rischio concreto che alcuni allarmati cittadini sollevano è che con la creazione di grossi centri destinati ad un larghissimo bacino di utenza (20 mila utenti stimati), si verifichi la distruzione del rapporto fiduciario e preferenziale instaurato tra paziente e medico di famiglia. Saranno infatti progettati come ambulatori polivalenti e andranno a sostituire in toto il medico di base garantendo però un'assistenza a 360 gradi con 4 dipartimenti:


  • Cup. I cittadini si rivolgono per informazioni, prenotazioni di visite, esami e altre prestazioni. Previsto anche collegamento in rete con le farmacie pubbliche e convenzionate per la messa in rete di servizi.

  • Servizi socio-sanitari. Comprendono Sert, Servizio salute mentale, Centro diurno per l'assistenza domiciliare, Servizio di recupero e riabilitazione, residenza assistenziale con venti posti letto che può essere anche in un'altra sede.

  • Servizi sociali. Sono previsti uno spazio per servizi sociali e volontariato, le attività amministrative e il supporto ai medici e agli altri operatori.

  • Servizi sanitari. Dove si effettuano le prestazioni urgenti, prelievi e donazioni; piccole urgenze; medicina generale; continuità assistenziale (ex guardia medica) 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno; ambulatorio infermieristico; degenze territoriali; attività specialistiche; diagnostica semplice. (v. articolo https://www.tuttoconsumatori.it/archivio/2007/03/arrivano_le_cas_1.shtml)

Altro problema prospettato di non secondaria rilevanza la scomodità dei suddetti centri che dovendo riunire in un'unica struttura tutti i servizi locali capillarizzati sul territorio risulteranno per molti più lontani da casa (v. articolo)

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