Esodati: governo battuto. Contributo di solidarietà dai redditi più alti

Aggiornamento - La tassa del 3% sui redditi superiori ai 150mila euro per finanziare il fondo esodati è “alquanto iniqua" per il vicepresidente di Confindustria, Aurelio Regina, intervenuto stamane a Radio Anch'io. La confederazione degli industriali boccia quindi l’emendamento che ha visto andare sotto il governo in commissione Lavoro. Secondo Regina il contributo di solidarietà minaccia ulteriormente i consumi perché colpirebbe l'unica fascia di popolazione che spende.

Governo battuto alla Camera sull’allargamento delle tutele per gli esodati. L’emendamento al ddl stabilità approvato ieri in commissione Lavoro prevede un contributo di solidarietà del 3% da parte dei redditi oltre i 150mila euro l'anno, ora la modifica passerà al vaglio della commissione Bilancio di Montecitorio. Se la copertura finanziaria non fosse sufficiente al contributo di solidarietà dei ricchi si sommeranno risorse reperite dall'aumento delle accise sulle sigarette.

Il testo mira a fornire le tutele necessarie agli esodati - quegli ex lavoratori che per effetto della riforma previdenziale si troveranno entro due anni senza lavoro e senza pensione - rimasti finora fuori dalla salvaguardia. La pensione è stata per ora garantita a circa 120mila persone con due successivi provvedimenti del governo.

Ci sono da tutelare almeno altri 9mila soggetti avverte l’Inps, ma non è un numero definitivo. Sempre secondo l’emendamento approvato ieri con voto unitario in commissione, nel Fondo per gli esodati da 100 milioni previsto dalla legge di stabilità dovranno confluire tutte le risorse stanziate, pari a 9 miliardi di euro.

L’emendamento ricalca per larga parte la proposta fatta dall’ex ministro del lavoro del secondo governo Prodi Cesare Damiano che dice:

“Il nuovo emendamento indica con precisione le varie famiglie di lavoratori rimasti senza reddito e innova la soluzione delle coperture finanziarie accettando di costituire un Fondo previdenziale come suggerito dal governo. In esso confluiscono: i 9 miliardi di euro stanziati per i primi 120 mila salvaguardati e le eventuali risorse che dovessero risultare risparmiate; i 100 milioni di euro stanziati per il 2013; un contributo di solidarietà del 3% sulla parte eccedente dei redditi di 150 mila euro; la clausola di salvaguardia gia' individuata in precedenza relativa alla tassazione dei tabacchi, nel caso in cui le risorse stanziate non fossero sufficienti''.

Soddisfatti anche i sindacati, parole di apprezzamento per l’approvazione dell’emendamento sono arrivare da Cigl Cisl Uil e Ugl. il Segretario confederale della Cisl Maurizio Petriccioli osserva:

"Bisogna potenziare le risorse attualmente stanziate per il Fondo esodati in modo da mettere in sicurezza non solo i lavoratori e le lavoratrici facenti parte dell'attuale platea salvaguardata ma anche coloro che hanno già cessato o cesseranno nei prossimi anni il lavoro e che si trovano nell'impossibilità di accedere al pensionamento con i vecchi requisiti per effetto della riforma e che non rientrano ancora fra le casistiche che danno diritto alle deroghe previdenziali. Bisogna risolvere questo problema con la legge di stabilità per superare una vicenda che ormai si trascina da mesi e che non è sostenibile né sul piano sociale, né su quello occupazionale. Il governo se ne faccia una ragione e assuma con senso di responsabilità le modifiche proposte dalla commissione Lavoro".

Foto © Getty Images

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