Corte dei Conti: “In Italia un Fisco desolante”

L’81% del gettito Irpef arriva da pensionati e dipendenti, secondo l’indagine della Corte dei Conti sugli effetti dell’azione di controllo fiscale il sistema contributivo dovrebbe subire una rivoluzione digitale e morale

L’Indagine sugli effetti dell’azione di controllo fiscale in termini di stabilizzazione della maggiore tax compliance della Corte dei Conti è stata anticipata quest’oggi sulle pagine del Messaggero. Il ritratto disegnato dai magistrati contabili è quello di un Fisco “desolante” nel quale la correttezza fiscale è “affidata più alla lealtà del singolo contribuente che ad un organico sistema di regole”.

In poche parole la Corte dei Conti giudica “ineducabili” i cittadini italiani, i quali seguono le regole solamente quando corrono il rischio di essere sanzionati dalle autorità competenti. Il dato che evidenzia in maniera più efficace la sproporzione fra cittadini corretti perché sorvegliati e cittadini evasori perché impuniti è quello sull’Irpef: l’81% delle somme dichiarate arriva da soggetti il cui reddito prevalente è da lavoro dipendente o da pensione.

E visto che per i professionisti e per le piccole imprese le possibilità (statistiche) di controlli sono di una ogni 33 anni, ecco che la forbice fra onesti ed evasori si allarga a dismisura, anche grazie a un Governo capace di rinnovare il proprio sistema fiscale. Non è soltanto l’esiguità dei controlli a consentire al Fisco di diventare un tale Far West: a contribuire sono anche l’esiguità delle sanzioni, le difficoltà dell’amministrazione nel perseguire un’evasione di massa, l’insufficienza di strumenti quali gli studi di settore e il redditometro, l’inefficacia delle sanzioni penali e il ricorso ai condoni. E così l’81% del gettito Irpef è di pensionati e dipendenti ovverosia delle due categorie che non possono evadere.

Quali soluzioni? Nel descrivere questo “desolante” ritratto del nostro Fisco, l’Agenzia delle Entrate auspica un utilizzo delle tecnologie telematiche e informatiche per riuscire a smascherare l’evasione: i progressi sul fronte della tracciabilità – nei quali giocherà un ruolo determinante il contenimento delle commissioni bancarie – saranno connessi a un riconoscimento fiscale delle spese ai fini del reddito Irpef. Inoltre, aggiunge la Corte dei Conti, la tecnologia dovrà venire incontro ai contribuenti anche al momento degli adempimenti. Per evitare che mettersi in regola con il fisco diventi un secondo lavoro, un’ulteriore onere da “pagare” (in termini di tempo sottratto al lavoro) di chi vuole fare le cose in regola.

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Via | Messaggero

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