Detrazioni fiscali: la commissione Finanze dice no alla retroattività

La commissione Finanze di Montecitorio dice sì a un rinvio di un anno del taglio alle detrazioni e deduzioni fiscali previsto dal disegno di legge di stabilità. Mercoledì era stata la commissione Lavoro della Camera ad approvare una tassa del 3% sui ricchi (sui redditi superiori ai 150mila euro) per allargare le garanzie per gli esodati della riforma previdenziale Fornero.

Confindustria e il Pdl hanno gridato allo scandalo, parlando di manovra iniqua. Oggi il leader dei giovani industriali Jacopo Morelli ha parlato di un fisco che ormai è più di una zavorra, di una pressione fiscale che pesa così tanto da essere diventata una "confisca". Il premier Mario Monti continua a ribattere che sì il governo ha fatto delle scelte dure, ma il momento era ed è difficile, dietro l’angolo il baratro.

Tornando alle possibili modifiche alla legge di stabilità secondo la commissione Finanze della Camera la retroattività dei tagli imposti dal ddl agli sconti fiscali violerebbe i patti con i cittadini e i diritti dello Statuto del contribuente.

Per la commissione il governo dovrà occuparsi piuttosto della sterilizzazione dell'aumento dell'Iva, da luglio 2013, e per fare ciò dovrà bilanciare più equamente la combinazione degli interventi su Irpef e Iva.

Sotto la lente di ingrandimento dei membri della commissione anche le spese sportive ora detraibili entro il limite di 210 euro: la franchigia da 250 euro stabilita dal ddl significa cancellare questo tipo d’agevolazione.

Osservazioni molto critiche anche sulla stretta prevista per le cooperative sociali (la commissione chiede che l’Iva rimanga al 4%) e sulle norme che colpiscono le pensioni di guerra. Sulla Tobin tax la commissione ha chiesto al governo di distinguere l'aliquota applicabile alle compravendite di azioni da quella applicabile alle transazioni di strumenti finanziari derivati.

Dalle tasse alla sanità, la commissione Affari sociali di Montecitorio invece ha votato all’unanimità un emendamento al ddl del governo che cancella il taglio di 600 milioni previsto per il 2013.

Foto © Getty Images

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